martedì 30 novembre 2010


La medicina naturopatica (o naturopatia) è una pratica di medicina complementare, i cui fondamenti teorici furono formulati alla fine delXIX secolo negli Stati Uniti per poi diffondersi, in diverse forme, nel resto del mondo. Essa si basa sulla stimolazione della capacità innata di autoguarigione o di ritorno all'equilibrio del corpo umano, denominata omeostasi. Le pratiche naturopatiche possono essere molto varie: massaggiriflessologia plantare,idroterapiacromopuntura/cromoterapia,floriterapiaclimatoterapiaaromaterapia e molte altre.

Etimologia 

Il significato odierno più accreditato della parola "naturopatia" è "sentiero della natura" per mantenere o ripristinare lo stato di benessere. Il termine fu coniato nel 1895 dallo statunitense John Scheel, medico a New York come Nature's Path (Sentiero della natura) da cui, in seguito, Naturopathy; più discussa rimane l'attribuzione dell'etimo a natura e al greco pathos (simpatia, empatia, sentimento, sofferenza) il cui risultato più logico avrebbe dovuto altresì essere "empatia con la natura".
Non esiste peraltro alcuna affinità con il termine omeopatia (stante, in questo caso, l'origine del termine proprio dall'etimo pathos), peraltro dottrina completamente diversa dalla naturopatia se non per la visione olistica dell'individuo.
Nel 1902 Scheel autorizzò Lust, discepolo di padre Kneipp trasferitosi dalla Germania negli USA nel 1892, a utilizzare il termine "naturopatia" per descrivere la raccolta eclettica di dottrine sulla guarigione naturale. Tale termine si è diffuso negli Stati Uniti, nel Regno Unitoe nel Commonwealth; esso rappresenta la medicina naturopatica quale applicazione dei principi curativi della natura (acqua, sole, terra, cibo ecc.) nel contesto delle conoscenze moderne.

Principi [modifica]

La naturopatia sostiene che è auspicabile prevenire la malattia mantenendo o ripristinando l'equilibrio energetico della persona. La malattia è, nell'ottica naturopatica, conseguenza di uno squilibrio energetico; la correzione di tale squilibrio determina la scomparsa dei sintomi. Il termine "energia" è usato in senso pseudoscientifico e vicino al suo impiego inpranoterapia.
La naturopatia differisce dalla medicina allopatica (ovvero la medicina "tout court") in quanto:
  1. considera la malattia conseguenza di uno squilibrio energetico (principio proprio della medicina tradizionale cinese)
  2. ha un approccio "olistico" nei confronti del paziente ("completo", teso ad una valutazione globale). La valutazione del singolo caso non si basa sull'esame del/dei sintomi ma sull'esame del terreno della persona e dei fattori esogeni con cui entra continuamente in contatto (es. agenti patogeni, componenti geobiologiche dell'abitazione) e sullo stile di vita del soggetto, al fine di individuare ed eliminare quelli originanti lo squilibrio energetico.
Il riequilibrio energetico può essere attuato anche per mezzo di specifiche tecniche dimassaggio o cromopuntura che si basano sugli stessi principi dell'agopuntura nella medicina tradizionale cinese: la stimolazione di specifiche aree corporee è attuata con metodi non invasivi (es. digitopressione) sulle stesse aree sottoposte a stimolazione con la tecnica agopuntoria.
La naturopatia non si pone come sostituto della medicina allopatica, ma come strumento complementare, in un'ottica secondo cui l'approccio alla malattia può comportare modalità di intervento differenti e che agiscono in sinergia. I naturopati, ad esempio, non sostengono di poter eliminare il cancro, ma di poter contribuire a prevenirlo integrando le terapie.

Storia 

La storia e la divulgazione della naturopatia varia da paese a paese. Questo fatto è legato alla legislazione sanitaria dei diversi paesi, dove ancora oggi si riscontrano divergenze di valori in diritto anglosassone (habeas corpus) e diritto romano.
Il Seicento è sotto l'influsso delle grandi scoperte di NewtonPascalKepleroGalileo e si hanno due indirizzi: la scuola degli iatrochimici e degli iatromeccanici, con il tentativo di mettere la medicina sotto il dominio delle scienze esatte. Nascono i primi giornali scientifici, e dalla grande collaborazione fra scienze naturali e medicina nasce la medicina sperimentale. Con le grandi epidemie di pestevaiolo e tifo (Alessandro Manzoni cita quella del 1629-1631) si hanno più di un milione di vittime solo nell'Italia settentrionale; si studianodifterite e scarlattina e torna dovunque l'interesse per la difesa sociale e legislativa, insieme alle disposizioni igieniche. Il Settecento vede un nuovo ordinamento sistematico della scienza, mentre l'influsso della filosofia sulla medicina si fa sentire specie in Germania (Kant).
L'indirizzo sistematico si manifesta soprattutto nelle opere di due grandi medici:
  • Friedrich Hoffmann afferma che la nostra conoscenza è limitata essendo fondata sui sensi e la malattia è il tentativo dell'anima per ristabilire l'ordine della vita nel modo più rapido e sicuro.
  • Georg Ernst Stahl che parla dell'anima come principio supremo della vita.
Errori nella pratica caratterizzano questo indirizzo, a cui resta però il grande merito di aver intravisto la verità di una concezione vitalista o dinamica. William Culler di Edimburgo evidenzia l'importanza del sistema nervoso, mentre il suo allievo J. Brown, con il suo sistema browniano, afferma che la vita nella sua essenza non è uno stato normale, ma costretto e mantenuto da continui stimoli (sedativi e salassi fanno parte della cura). Dall'orientamento verso la sistematica hanno origine altri sistemi come il mesmerismo o magnetismo animale: contemporaneo è Samuel Hahnemann, medico tedesco, che sollecita le difese naturali dell'organismo (dynamis), e individua il meccanismo che ha portato il paziente alla rottura di quell'equilibrio che lo avrebbe altrimenti difeso dalla malattia. Sviluppa il concetto di "similitudine" ed è considerato il padre della dottrina omeopatica.
Il XIX secolo vede il consolidamento della posizione della scienza medica, l'ordinamento degli studi e dell'esercizio professionale. Le grandi correnti intellettuali, sociali e politiche influenzano molto la medicina, così come i progressi della fisica e della chimica. Si passa dalla concezione microbiologica a quella neo-ippocratica con due indirizzi: clinico-curativo e igienico–preventivo (evoluzione dei classici dell'antica medicina greco-romana). È in questo contesto che prende voce in Europa, soprattutto in Germania, la naturopatia occidentale, intesa come disciplina organica esercitata in forma professionale.
Jean Jacques Rousseau invece struttura con il suo pensiero le basi filosofiche della naturopatia: vita semplice e tranquilla a contatto con la natura.
Shoenenberger (1865-1933), Germania, professore e rettore dell'Istituto Universitario diIdroterapia che ribattezza Clinica Universitaria per la vita e cura naturale, è il primo a portare in ospedale la naturopatia e a sistemizzare le terapie naturopatiche in forma clinica ufficiale (è un grande estimatore di Vincent Priessnitz).
J. Thomson e Stanley Lief sono invece i due maggiori naturopati inglesi, sottolineano l'importanza del digiuno, della regolarità intestinale, dei bagni caldi e d'aria fresca, riposo a letto... e succo d'arancia, anche per 72-93gg nella cura dell'artrite reumatoide e dell'anemia. Applica tecniche neuromuscolari (NMT) e Leon Chaitow è attualmente un rappresentante di queste tecniche.
Arno R. Koegler, Canada, nato in Sassonia 1898, è il modello di ispirazione della nuova generazione di studenti di naturopatia.

Paesi anglosassoni

Il termine naturopatia fu usato ancora prima del 1900, pare, dal Tedesco Benedict Lust. Istruito dal Padre Sebastian Kneipp in idroterapia e altre cure naturali ebbe da lui il compito di divulgare i suoi metodi negli Stati Uniti. A New York, nel 1905, fondò la prima scuola di naturopatia degli Stati Uniti. Facendo grandi sforzi nella promozione del suo metodo, Lust riuscì, in diversi stati, a ottenere leggi di licenza per la naturopatia.

Come una grande parte delle professioni mediche (convenzionali o meno) anche la naturopatia subì un grande declino dopo il 1930: medicamenti come gli antibiotici ecorticosteroidi dopo la seconda guerra mondiale furono ritenuti più efficaci delle cure naturopatiche.
Si aggiunsero, dopo la morte di Lust, conflitti tra varie scuole di medicina naturale (omeopatia, medicina eclettica, fisiomedicinaerbalismo, naturopatia ecc.).
Altri fattori come il decrescente livello d'istruzione in medicina naturale e il sostenimento politico per una avanzata tecnologia medica, resero sempre più popolare la medicina ufficiale.
Malgrado tutti questi problemi, la naturopatia non cessò di esistere e a partire del 1956 con l'apertura del National college of Naturopathic Medicine a Portland, Oregon, riprese terreno grazie anche all'integrazione, nel metodo, di criteri scientifici.
Nel Regno Unito la naturopatia è strettamente legata all'osteopatia.

Germania 

In Germania venne introdotta costituzionalmente, tra il 1869 e il 1873, la libertà curativa(un'iniziativa di medici accademici che vollero eliminare intrusioni statali nel loro mestiere). In seguito si formarono associazioni che entro il 1928 si unificarono in un'organizzazione integrale, il Grossverband Deutscher Heilpraktiker. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1945, le associazioni dei Heilpraktiker si organizzarono, a livello sindacale, come associazioni di liberi professionisti e si diede il via a scuole, strutture e infrastrutture professionali private. La maggior parte di loro pratica medicina naturopatica.
Per praticare la professione, oggi è richiesto un esame convalidato dal medico legale del dipartimento della sanità provinciale. Non viene tanto controllata la capacità di curare, quanto il fatto che il candidato non sia un pericolo pubblico per la sanità. Temi e materie sono tratti prevalentemente della medicina ufficiale occidentale:
  • Anatomiafisiologiapatofisiologia occidentale
  • Patologia e semeiologia con diagnosi di malattie infettive, degenerative, metaboliche e cardiovascolari
  • Diagnosi e primo soccorso per stati potenzialmente letali
  • Tecniche diagnostiche, conoscenze di valori di laboratorio ed esami funzionali di organi e sistemi
  • Tecniche lavorative come punzioni e iniezioni
  • Farmacologia occidentale moderna
  • Igienedisinfezionesterilizzazione
  • Conoscenze legali e professionali del mestiere
  • Indicazioni, limiti, pericoli e controindicazioni di tecniche diagnostiche e terapeutiche naturopatiche
Non è richiesto un determinato percorso scolastico o di apprendistato.

Paesi mediterranei 

Nei paesi mediterranei la naturopatia, intesa nel modo spiegato sopra, non ha tradizione. Si ha, per contro, una lunga e ricca tradizione di medicina popolare che si basa su metodi "naturali". Con l'avvicinamento al mercato Europeo, anche in Italia si sono formati scuole e gruppi naturopati che inglobano le più svariate tecniche curative alternative e complementari sotto questo titolo. Al riguardo sono in preparazione diverse leggi regionali.
In Italia non esistono "medici naturopati" perché la naturopatia non è una branca della medicina, non è medicina complementare, e neppure medicina non convenzionale. La naturopatia è un modo naturale di mantenersi in benessere, serve a chi non è malato, ed è una disciplina non medica. I medici che utilizzano invece prodotti naturali, che li prescrivono a scopo preventivo o curativo, sono gli esperti in fitoterapia se si tratta di rimedi a base di piante medicinali o medici omeopati se si tratta di prodotti omeoipatici. Sono tuttavia due categorie di medici già definite dalla federazione Nazionale dei medici (Terni, 2002) e regolamentati per legge in Regione Toscana dal 2007. La medicina psicosomatica invece non ha niente a che vedere con la medicina naturale né con la naturopatia.

Legislazione europea 

Riferimenti dell'Unione Europea in merito all'esercizio della naturopatia e dei relativi operatori[1].
Belgio
Nuova legge (29/4/1999 attiva dal novembre 1999): Loi relative aux pratiques non conventionelles dans les domaines de l'art medical, de l'art pharmaceutique, de la kinesithérapie, de l'art inférmier et des professions paramédicales, più decreto reale attuattivo 4/7/2001 relativo al riconoscimento delle organizzazioni professionali di coloro che esercitano una pratica non convenzionale o ritenuta tale nell'ambito della medicina.
Danimarca
La legge del 1970 (Practice of Medicine Act) permette agli operatori non medici di praticare la medicina senza licenza e a prescindere dalla formazione, però essi non sono riconosciuti ufficialmente come operatori sanitari, i loro titoli non sono protetti e non sono integrati nel sistema sanitario nazionale. I non medici non possono praticare atti specifici che sono riservati ai medici allopatici (articoli 23-26 del comma 426 del practice of medicine act del1976) a meno che non li svolgano sotto la diretta supervisione di un medico allopatico. Gli atti riservati ai medici sono: trattamento delle malattie veneree, tubercolosi e altre malattie infettive; chirurgia, somministrazione di anestetici generali o locali, assistenza ostetrica, prescrizione di farmaci che richiedono ricetta medica, raggi x o radioterapia o terapie con macchinari elettrici.
Francia
I naturopati sono tollerati.
Germania
Legge sugli Heilpraktiker o naturopati del 1939. In Germania non esiste monopolio legale della pratica della medicina. Quindi, operatori non allopatici (naturopati – heilpraktiker) con licenza possono praticare la medicina e tutti i medici possono usare MNC. Esistono tuttavia restrizioni su atti medici specifici. Solo i medici allopatici e i dentisti sono autorizzati alle cure dentistiche. Solo i medici allopatici possono curare malattie veneree, patologie epidemiche e contagiose, somministrare rimedi specifici, somministrare o prescrivere anestetici e narcotici, praticare ostetricia e ginecologia, fare raggi X, fare autopsie e rilasciare certificati di morte. Infrazioni possono comportare sanzioni penali. Gli Heilpraktiker (naturopati) con licenza possono praticare la medicina ad esclusione dei suddetti atti. Per ottenere una licenza bisogna avere almeno 25 anni, essere cittadini tedeschi o europei, aver ultimato la scuola dell'obbligo, avere una buona reputazione così da garantire una normale prassi professionale, avere un certificato medico che affermi che non esistono indicazioni di disabilità fisica o mentale né dipendenza da droghe e passare un esame davanti ad una commissione della salute che provi che il candidato ha qualificazioni sufficienti e sufficiente abilità per poter praticare come Heilpraktiker e che i trattamenti offerti dal candidato non danneggino la salute pubblica. L'esame verifica le conoscenze base di anatomia, fisiologia, igiene, patologia. Sterilizzazione, disinfezione, diagnosi e regolamentazione sanitaria, in particolare la legge concernente le epidemie.
Gran Bretagna
I naturopati sono tollerati per legge, e possono esercitare la loro attività secondo il diritto consuetudinario. La formazione dei naturopati avviene in istituti privati (Edinburgh school of naturopathy e British college of osteopathy and naturopathy medicine). I naturopati rilasciano anche certificati di malattia riconosciuti alla stessa stregua di quelli del medico-chirurgo.
Irlanda
Riconoscimento uguale alla Gran Bretagna.
Italia
Il PdL Lucchese inserisce la naturopatia nel settore del benessere limitando gli interventi del naturopata all'ambito dell'educazione e della prevenzione attraverso una valutazione della costituzione, della predisposizione di terreno e stimolo della capacità autoregolatrice della persona; precludendo nel contempo all'operatore naturopata qualsivoglia intervento terapeutico o diagnostico nosologico di competenza delle professioni ordinistiche (es. medici chirurghi) o categorie altrimenti regolamentate. L'approvazione del PdL sancirebbe la "morte" della naturopatia in Italia: non è infatti possibile utilizzare una disciplina preventiva con finalità diverse da quelle terapeutiche.
Paesi Bassi
Nel 1993, con la legge Individual Health Care Professionals Act, operatori non allopatici sono stati autorizzati alla pratica della medicina nei Paesi Bassi. La nuova legge è effettiva dal 1/12/1997 ed equipara lo status legale dei praticanti MNC a quello dei paramedici: possono praticare la medicina ad esclusione di specifici atti medici che sono riservati ai medici allopatici, a meno che tali atti non vengano praticati sotto la supervisione di un medico allopatico. Violazioni di questo monopolio limitato sono perseguibili. Gli atti riservati ai medici allopatici sono: procedure chirurgiche, procedure ostetriche, cateteri ed endoscopie, punture ed iniezioni, anestesia generale, procedure che coinvolgono l'utilizzo di sostanze radioattive e radiazioni ionizzanti, cardioversionedefibrillazione, terapie elettroconvulsive, litotripsia e inseminazione artificiale. Anche senza formazione medica o paramedica, le persone possono iscriversi in una delle tre accademie di naturopatia che offrono corsi a tempo pieno di tre o quattro anni.
Portogallo
Legge approvata nel 2003 (decreto legge 13/93 del 15 gennaio 2003), che consente anche ai professionsti naturopati l'esercizio delle medicine non convenzionali.
Spagna
I naturopati sono tollerati. Recentemente la COFENAT (confederazione delle associazioni di naturopati) la UPTA (sindacato dei lavoratori autonomi) e il Centro Universitario Real Maria Cristina hanno stipulato un accordo per elevare la formazione del naturopata. Nel mese di ottobre 2005 sono partiti i primi corsi universitari triennali (180 crediti formativi) per naturopati suddivisi in tre specialità:
  1. Naturopatia
  2. Medicina cinese
  3. Osteopatia e chiropratica
Svizzera
I naturopati sono riconosciuti in diversi cantoni fra i quali:
  • Canton Appenzello Esterno
  • Canton Berna: legge sanitaria entrata in vigore già dal 1 gennaio 2002
  • Canton Ticino: dopo lunghe trattative delle associazioni NVS e ATNT la Legge cantonale ticinese per il terapista complementare e guaritore è entrata in vigore il 1º marzo 2004. L'intero testo di legge è stato pubblicato nelle NVS-Mitteilungen 2/2004 e può anche essere consultato direttamente via Internet
  • Canton Ginevra: nel canton Ginevra esiste già l'obbligo di registrazione per coloro che esercitano nel campo della medicina naturale, naturopati compresi.
Ungheria
Nel febbraio 1997 sono passate due leggi di carattere globale sulle MNC: Il decreto governativo 40/1997 (IV 5) Korm. R. sulla medicina naturale e il Decreto del Ministero delWelfare 11/97 (V 2) su alcuni aspetti della pratica della medicina naturale. Questi due decreti in maniera chiara e ufficiale integrano medici allopatici e medici non allopatici che praticano MNC nel sistema sanitario nazionale. I decreti sono attivi dal 1/7/1997. Il decreto stigmatizza precise linee guida attinenti all'iter studiorum della formazione MNC come della sua pratica. Ognuna delle discipline MNC ha il suo training specifico ed esame di stato. Gli operatori non allopatici possono legalmente praticare MNC dopo aver passato l'esame. I "Natural doctors" sono praticanti autorizzati che hanno passato gli esami richiesti e possono usare MNC. I praticanti che non hanno una alta qualificazione nell'ambito salute possono praticare agopressione, massaggio terapeutico, consigli sullo stile di vita, riflessoterapia, bioenergetica, fitoterapia ed auricoloterapia. L'articolo 2 chiarisce le circostanze in cui i "medici naturali" possono praticare. I paragrafi 1 e 2 della legge stabiliscono che i medici allopatici sono incaricati della diagnosi, della pianificazione terapeutica e del follow-up. Gli altri praticanti che ne abbiano la qualificazione possono partecipare alla cura della persona o su richiesta del paziente o su richiesta del medico curante. I "Natural doctors" che non sono medici allopatici possono praticare o sotto supervisione del medico allopatico o, più autonomamente, dopo che il medico allopatico ha formulato una diagnosi.

Legislazione extraeuropea 

Australia
Stesso iter degli statunitensi.
Canada
I naturopati fanno un percorso simile agli statunitensi. Non sono medici.
Nuova Zelanda
Anche qui esiste come in tutti i paesi di tradizione anglosassone.
Stati Uniti
I naturopati sono dottori in naturopathic medicine. Sono chiamati anche medici-naturopati per distinguerli dai medici-chirurghi. Essi vengono formati nei college con 4 anni di studio a tempo pieno.
Sud Africa
Stessa regolamentazione dei paesi anglosassoni.

Naturopatia tradizionale e medici naturopati 

Ci sono due gruppi definiti naturopati. Essi sono:
  • Naturopati tradizionali
  • Medici naturopati

Naturopati tradizionali 

naturopati tradizionali si autodefiniscono cultori di tradizioni curative antenate. Lasciano volentieri alla medicina ufficiale la cura di traumi, disordini genetici e congeniti, infezioni,neoplasmi e tutte le malattie e disordini acuti. Si astengono dal fare diagnosi nosologica.
Si autodefiniscono per questo motivo complementari e usano le più svariate tecniche e metodi alternativi. Il naturopata tradizionale applica consigli dietetici e sullo stile di vita, combinati con cromoterapia, cromopuntura, floriterapia di Bach, aromoterapia, lavoro corporeo, esercizi spirituali e mentali, ecc.
Lavora con persone che desiderano gestire la loro salute con questi mezzi, e non, o meno, con ammalati clinici.
Inoltre usa rimedi non specifici per determinate patologie perché il fulcro dell'attenzione di un naturopata professionista non è il disturbo ma l'unità psico-bio-spirituale del soggetto che presenta un determinato squilibrio.

Medici naturopati o naturopathic doctors 

Medici naturopati (o medici naturisti o naturopathic doctors) hanno una licenza o una registrazione, basata su studi in medicina biologica occidentale. Curano prevalentemente malattie e disagi cronici e banali e disordini psicosomatici. I loro strumenti terapeutici sono prevalentemente:

Massime basilari di naturopatia 

  1. Sostenere le forze auto-guaritrici dell'organismo
  2. Identificare e curare la causa del disagio o della malattia
  3. Primum nihil nocere (naturopati tradizionalisti) oppure il minor danno (medici naturopati).
  4. Curare la persona e non la malattia
  5. Fungere come insegnante del corretto stile di vita
  6. Prevenire le malattie

Sostenere i metodi di auto-guarigione dell'organismo 

L'organismo dispone di strumenti di auto-guarigione, p. e. nel sistema immunitario, plasticità nervosa, rigenerazioni tessutali e altri. Il naturopata ha il compito di sostenerli.

Identificare e curare la causa del disagio o della malattia 

La causa della malattia o del disagio deve essere rimossa per arrivare a una completa guarigione. Può avere diverse radici: fisiche, chimiche, metaboliche, genetiche, emotive, sociali, mentali, spirituali e altri. Il naturopata oltre a curare i sintomi, si impegna, quando è possibile, a rimuovere le cause del malessere cercando di identificarle.

Primum nihil nocere oppure il minor danno 

naturopati tradizionalisti che seguono un codice deontologico della categoria insistono sul "nihil nocere", cioè utilizzano esclusivamente metodi privi di controindicazioni per cui si astengono dai casi clinici dove potrebbe sorgere aggravamenti nocivi per il cliente. I medici naturopati valutano il minor danno per il paziente tra malattia e cura, al prezzo di ritenersi responsabili in caso di errore o di valutazioni contrastanti.

Curare la persona integralmente 

I naturopati si dissociano dalla visione specialistica della medicina ufficiale che cura sistemi, organi e malattie presi singolarmente e si oppone alle cure che coinvolgono la persona in tutte le sue dimensioni fisiche, emotive, mentali e spirituali.

Fungere da insegnante 

Un ruolo importante del percorso fatto insieme al naturopata è quello di educare la persona a capire:
  • il perché della sua malattia
  • i fattori che la stimolano e quelli che la inibiscono
  • gli strumenti per agire e reagire agli stessi
Questa cooperazione può portare il paziente ad autogestione della propria salute.

Prevenire 

Il sostenere l'omeostasi, più che il combattere la malattia, è un traguardo ambizioso del naturopata. Questo richiede una consapevolezza individuale, basata sul riconoscimento delle caratteristiche psico-bio-spirituali e degli errori di stile di vita di un determinato organismo, in un dato contesto sociale.

Valutazioni 

La medicina ufficiale è critica riguardo la medicina naturopatica, perché ritiene che i mezzi utilizzati dalla medicina "alternativa" non siano appropriati per la cura di patologie conprognosi severa.

Bibliografia 

  • Emanuele Salvidio, Renzo Morchio, Medicine alternative? Quel che dovreste e vorreste sapere su medicina tradizionale, omeopatia, erboristeria, iridologia, medicine orientali, medicina ayurvedica, gemmoterapia, fiori di Bach e cure non tradizionali del cancro, ed. Sagep 2004
  • Edward Bach, “I Fiori curativi e altri Rimedi” – Giunti editore (Salute e Natura)
  • Ambrosi Fabio, Naturopatia dai pionieri al 2000, Edizioni GB
  • Sanfo Valerio, Naturopatia e competenze del naturopata, AEMETRA 2003
  • D'Alpa Francesco, L'illusione del naturale. Naturopatia, suggestioni alternative e medicina, Montedit 2002
  • Catia Trevisani, Reflessologia Naturopatica, Edizioni eNEA 2005
  • Lanza Rudy, Iridiologia in naturopatia, Espace bleu 1996
  • Cereghetti G. Pietro, Una nuova ottica sulla naturopatia, Cereghetti 2004
  • Pennisi Luca, Nutrizione in naturopatia, Tecniche nuove 2001
  • Tenca Cristian, Avere un naturopata in casa. Curarsi da soli per avere una salute perfetta e ..., Il punto d'incontro 2004
  • H. F. Ellenberger, La scoperta dell'inconscio, Universale scientifica Boringhieri
  • C. Gatto TrocchiMagia e Medicina popolare in Italia, Newton Compton Editori
  • Catia Trevisani, Anna melai, Umberto Villanti, Introduzione alla Naturopatia, Edizioni eNEA 2006
  • Rudy Lanza, Davide Vettorello, Il codice deontologico dei naturopati italiani, Edizioni verde libri 2007

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