martedì 14 dicembre 2010

Miyamoto Musashi

Miyamoto Musashi (宮本武蔵 Miyamoto Musashi?) 
(Miyamoto1584 – 19 maggio 1645) è stato un militare e scrittore giapponese, ufficialmente riconosciuto  come il più grande spadaccino giapponese della storia.



Nato nel villaggio Miyamoto nella provincia di Harima, fu istruito all'uso delle armi dal padre Munisai, che era uno spadaccino riconosciuto dallo shogun, mentre al suo sviluppo spirituale contribuì anche il monaco zen Takuan Soho amico di Yagyu Munemori, famoso maestro di spada. A 13 anni ebbe il suo primo duello mortale.
A 16 anni partecipò e si batté nella Battaglia di Sekigahara (1600) per la fazione sconfitta, quella dei daimyō dell'ovest. Sopravvissuto al massacro, Musashi cominciò un vagabondaggio per il Giappone alla ricerca di avventure e di affermazione personale.
Vagò fino ai 29 anni, battendosi per sessanta volte ottenendo sempre la vittoria, anche quando si trovò a combattere contro più avversari contemporaneamente o contro maestri di arti marziali, come i samurai della famiglia Yoshioka, famosi per la loro scuola di spada a Kyōto.
Forse il suo duello più celebre fu quello combattuto contro Kojirō Sasaki, detto Ganryu, nel 1612, sull'isola di Funa-jima. Il duello ebbe così tanta rinomanza che ora quest'isola porta il nome di Ganryu-jima.
Alcune voci dicono che Kojiro fosse sordo e che Musashi approfittò di questo per colpirlo mortalmente con un bokken ricavato dal remo della barca che l'aveva portato a Funa-jima, quindi molto più lungo del consueto. Un'altra versione di questo duello è che Kojiro usava come arma una canna di bambu quindi Musashi affilò il remo della barca usata per raggiungere l'isola e appena Kojiro mise mano sulla canna Musashi gli spaccò la testa con il remo, con un unico micidiale colpo, questo viene riportato sul "il libro dei cinque anelli". I dati biografici sono incerti, ma tradizionalmente si ritiene vero che Musashi non abbia mai perso un incontro, nonostante contrapponesse spesso un bokken alla katanadell'avversario (si tenga sempre in mente che il bushido, il codice d'onore dei samurai, imponeva allo sconfitto in un duello di suicidarsi). Pare inoltre che fosse di modi molto scortesi: non era mai puntuale agli appuntamenti ed aveva una scarsissima igiene personale, si dice infatti che fosse impossibile lavarlo finché portava la spada al fianco, cosa che faceva persino nel sonno.
A 50 anni si ritirò per dedicarsi allo studio, alla letteratura e ad altre discipline risultando un maestro in molte di esse come, ad esempio, nella pittura, nella calligrafia e nell'arte della forgiatura delle tsuba, le tipiche guardie delle spade che spesso risultavano vere e proprie opere d'arte, tanto che diede il proprio nome a un modello divenuto poi tradizionale.
La leggenda vuole che al suo funerale un fortissimo tuono scosse tutti i presenti alla cerimonia e il commento dei più fu "è lo spirito di Musashi che lascia il corpo".

I nomi 

Nell'introduzione del suo libro si presenta col nome di Shinmen Takezo Musashi no Kami Fujiwara no Genshin che ha la seguente origine: Takezo è il nome proprio da adulto (al compimento dei 13 anni); Shinmen è il nome del clan di cui il nonno di Takezo era vassallo; Musashi no kami è un titolo onorifico che significa approssimativamente "governatore della provincia Musashi", anche se di fatto non corrisponde al vero; Fujiwara no Genshin significa "saggio della famiglia Fujiwara", altro titolo onorifico che aveva lo scopo creare un legame (pretestuoso) col Clan Fujiwara, secondo per importanza solo alla famiglia imperiale, acquisendone in prestigio. Titoli simili venivano assegnati ai non nobili.
Il nome con cui è noto oggi, Miyamoto Musashi, gli è stato probabilmente dato dal monaco Takuan Soho basandosi sul nome del villaggio di cui era originario (Miyamoto) e della lettura cinese (Musashi) dei caratteri di Takezo, il suo nome.
Infine, l'appellativo Kensei, con cui spesso viene identificato, significa "saggio o maestro della spada" in riconoscimento della sua incredibile abilità guerriera.

Opere 

La sua opera più nota Il libro dei cinque anelli (五輪の書 Go Rin no Sho?), conosciuto anche come Il libro degli elementiIl libro dei cinque elementi, è la sintesi di tutta la sua esperienza. L'opera è divisa in cinque parti, con riferimento agli elementi costitutivi dell'universo secondo la cultura Taoistaterraacquafuocoaria e vuoto.
Il libro della Terra tratta in generale l'arte della spada; quello dell'Acqua descrive specificamente le tecniche della scuola fondata dall'autore; quello del Fuoco le tecniche di combattimento; quello dell'Aria le tecniche delle altre scuole; il libro del Vuoto, l'ultimo, espone le conclusioni filosofiche dell'insegnamento: una volta raggiunto l'apice della tecnica si devono dimenticare le regole e agire con la più grande e spontanea istintività. L'insegnamento è in linea con le massime della filosofia zen. L'ultimo scritto di Musashi è il Dokkōdō, un breve elenco di precetti composto il 12 maggio 1645, una settimana prima della sua morte.

Presenza nella cultura popolare moderna 

  • Lo scrittore giapponese Eiji Yoshikawa ha dedicato a Miyamoto Musashi un lungo romanzo storico-biografico, intitolato appunto Musashi, apparso per la prima volta a puntate tra il 1935 e il 1939. In Italia il romanzo è attualmente edito da Rizzoli SuperBUR, in una versione accorciata di 840 pagine.
  • Al romanzo di Yoshikawa è ispirato il manga "Vagabond" di Takehiko Inoue, edito in Italia da Panini Comics.
  • Nel manga "Yaiba" di Gosho Aoyama, Miyamoto Musashi è uno dei personaggi principali che combatte al fianco di Yaiba contro il supremo Onimaru.
  • Nel manga e nell'omonimo anime "Getter Robot" di Go Nagai il pilota del "Bear" si chiama Musashi Tomoe.+
  • Nel Manga "Lamù" (Urusei Yatsura), di Rumiko Takahashi, la figura di Musashi Miyamoto viene letteralmente massacrata: facendogli assumere le sembianze di Ataru Moroboshi (uno dei 2 protagonisti, assieme a Lamù) lo trasforma in uno scroccone ed i suoi duelli diventano solenni abbuffate di specialità gastronomiche tipiche di ogni città da lui visitate, seguite poi dalla fuga senza pagare mai il conto. Durante l'ultima tappa, di fronte all'isola di Ganryu, intossicato da una scorpacciata di pesce palla, l'oste ne sotterra il corpo per sviare i sospetti su di se e poi esclama: "come cuoco faccio schifo, sarà meglio che torni a fare l'orafo: si, d'ora in poi fabbricherò anelli!".
  • Nel manga e anime Ranma ½(Ranma Nibun No Ichi) di Rumiko Takahashi viene più volte citato il celebre spadaccino come simbolo di eccellenza nelle arti marziali e come esempio di elevata cultura, e in un episodio della serie animata il personaggio di Kuno Tatewaki viene posseduto dallo spirito di Musashi.
  • In ambito cinematografico e televisivo, sono molte le opere giapponesi che hanno la figura di Miyamoto Musashi come protagonista. Tra le più recenti vi è una miniserie TV del 2003 la cui colonna sonora è opera del compositoreitaliano Ennio Morricone.
  • Il personaggio di Takezo Kensei della serie TV Heroes è stato basato su leggende riguardo Musashi.
  • Il brano Sun and Steel della metal band inglese Iron Maiden, pubblicato sull'album Piece of Mind del 1983, è ispirato alla vita di Miyamoto.
  • Il manga Samurai tratta le vicende di Dagor Miyamoto, figlio del celebre Musashi.
  • Nel romanzo di Italo Cammilleri "il crocifisso del samurai" è un antagonista invincibile pagato con due bellissime spade per uccidere "l'Inviato del Cielo"

Bibliografia 


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