domenica 18 dicembre 2011

SIMBOLISMO


Paolo N. CORALLINI

Lo SHODAN segna la vera entrata nello studio dell’Aikido. E’ il grado dell’apprendista e non come spesso si fraintende, della maestria. E’ il primo gradino di questa splendida via iniziatica.
Questo grado è caratterizzato dal permesso di indossare la cintura nera e l’hakama. Il colore nero della cintura e dell’hakama esprime in senso alchemico la prova al nero, il regressus ad uterum, la morte alla vita profana prima della rinascita alla vita iniziatica.
Indossare l’hakama significa che oramai si è dediti anima e corpo alla Via dell’Aiki. E’ un vero e proprio incarico nel senso cavalleresco del termine. Lo yudansha è un uomo al quale si possono affidare incarichi di responsabilità, un uomo su cui si può contare sia nel dojo che al di fuori di esso.
Essere autorizzati a indossare l’hakama è un segno di fiducia, il segno che si viene accettati dagli anziani a ricevere insegnamenti più riservati.
E’ dunque un’iniziazione nel senso più tradizionale del termine. L’uno indica l’uomo in piedi, il solo essere vivente che gode di questa facoltà. Questo numero rappresenta l’uomo attivo, associato all’opera della creazione e legato al principio, al Dio Creatore, all’Uno, alla sorgente di tutte le cose, al centro cosmico.
Esso è simbolo non solo dell’essere ma anche della riconoscenza che è mediatrice per elevare l’uomo attraverso la conoscenza ad un livello superiore.
Il NIDAN normalmente si ottiene dopo una pratica assidua di almeno due anni, ed esprime una tappa importante del percorso iniziatico. In questo grado l’iniziato ha lavorato assiduamente sui principi di base, ha imparato a comprendere che le fondamenta della costruzione devono essere solide – Kotai (Kihon Waza).
Il simbolismo legato al due, da sempre espressione di eguaglianza e di opposizione, indica riflessione ed equilibrio e ben si accosta a questo grado, dal momento che ora l’iniziato ha una visione di ciò che è e di ciò che non deve essere, sa ora distinguere l’omote dall’ura, l’irimi dal tenkan, il positivo dal negativo, l’alto dal basso. Il due è il numero legato all’elemento femminile, sinonimo di manifestazione in quanto produce esistenza ed essere e quindi diventa causa della dualità che si evidenzia quando l’oggettività è presente e scompare con lo svanire dell’aspetto forma. Il due insomma origina la forma materia.


Opposti
Bisogna conoscere gli opposti complementari, il mondo del dualismo, per comprendere il tutto.
Il SANDAN si ottiene dopo un intenso periodo di pratica di almeno tre anni.
Secondo il Fondatore dell’Aikido questo era il livello fino al quale si doveva studiare soltanto il Kihon Waza. Ora l’iniziato conosce l’elemento terra, ha un idea del mondo materiale che comprenderà appieno nel grado successivo. Il numero tre è il numero della perfezione, proprio degli Dei. Esso esprime completezza, realizzazione, ordine intellettuale e spirituale. Questo numero sacro sintetizza la triplice unità dell’essere vivente, nel quale si attua l’unione del cielo e della terra.
E’ l’espressione della totalità, del compimento. Tre sono i tempi del manifesto: il passato il presente ed il futuro, e tre sono gli elementi della grande opera alchemica: lo zolfo (spirito), il sale (corpo) ed il mercurio (anima). In questo grado si è percorso (nel passato) l’elemento terra rappresentato dalle fondamenta solide della pratica, (nel presente) si matura la consapevolezza tecnica e l’abilità necessaria per affrontare nel futuro, con disinvoltura, l’elemento acqua. L’iniziato a questo grado fortifica lo spirito, padroneggia ora il corpo ed impara a conoscere a poco a poco l’anima universale preparandosi a realizzare nell’imminente futuro le nozze alchemiche della grande opera, ciò che O Sensei chiamava “Shin Gi Tai ichi” (spirito, corpo, anima, una cosa sola).
Lo YONDAN è l’inizio della pratica al di là della tecnica di base. Si conosce ora sufficientemente bene il quaternario, il mondo manifesto, visibile.
Le forme prima statiche ora sono in movimento (Ki No Nagare Waza), la fluidità tipica dell’elemento acqua domina questo grado.
Il numero quattro indica consapevolezza, concretezza, universalità, totalità.
Questo numero si collega ai simboli del quadrato e della croce. Esso ci riporta ai quattro punti cardinali, alle quattro stagioni, alle fasi lunari, ai quattro elementi e così via.
L’iniziato sa ora orientarsi nel mondo complesso e meraviglioso dell’Aiki, rispetta le leggi universali della natura, si muove libero da costrizioni materiali e grazie alle facoltà ora raggiunte può continuare il viaggio attraverso gli elementi.
Riferendoci al simbolismo della croce il quattro ci richiama al senso della rettitudine e della giustizia, qualità proprie di chi ha percorso in modo serio e profondo una Via Spirituale.
Si valutano a questo livello anche certe virtù acquisite in molti anni di pratica assidua, quali la lealtà, il coraggio, la fedeltà, la precisione, la tenacia e la correttezza.
Il GODAN viene conferito generalmente non più a seguito di un esame tecnico ma ad honorem (suisenjo) e comunque dopo un periodo minimo di cinque anni.
Il numero cinque risulta formato dalla somma di un numero pari il due e di un numero dispari il tre.
Se pensiamo che il due rappresenta il principio terrestre ed il tre quello celeste, la loro unione conferisce a questo numero il senso di unità, completezza, totalità, armonia ed equilibrio.


Vita e Morte - Gustav Klimt
Il due ed il tre non rappresentano soltanto il terrestre ed il celeste ma anche il bene ed il male, la morte e la vita, la materia e lo spirito, l’occulto ed il manifesto.
Ma il due e il tre che compongono il cinque non vanno in questa sede considerati separati ma uniti ed allora le loro qualità si sommano, si uniscono e si integrano nell’universo.
Possiamo anche considerare che chi possiede questo grado conosce il mondo della manifestazione (i quattro elementi), e può comprenderne l’Uno, l’essenza.
L’iniziato a questo grado possiede caratteristiche solari che gli provengono dal numero tre (maschile) e caratteristiche lunari che gli provengono dal numero due (femminile), dunque ha intuizione, forza, carattere, sensibilità e flessibilità.
Chi possiede questo grado inizia a muoversi nell’elemento Aria.
Il cinque è per eccellenza simbolo dell’uomo iniziato, l’uomo a braccia aperte inscritto dentro la stella a cinque punte.
Se si considera poi la croce che si origina da una linea orizzontale determinata dalle braccia aperte e da un linea verticale passante dalla testa ai piedi, si può vedere che il centro della croce è il cuore, il quale alimenta e tiene in vita ogni essere vivente.
Il Fondatore dell’Aikido spesso affermava che “L’Aikido è una questione di cuore”.
Il ROKUDAN si riceve per speciali meriti e viene conferito a persone che hanno un elevato livello tecnico e qualità morali non comuni. Normalmente si può ricevere dopo un periodo minimo di 6 anni dopo il conseguimento del Godan. A questo livello minimo si può essere insigniti del titolo di Shihan che significa “(persona) da imitare” o “l’uomo che indica la Via”.
In alcuni Budo, a questo livello, si può indossare l’Hakama bianca simbolo di purezza e di elevazione spirituale e la cintura bianco-rossa.
Il sei è formato da due volte tre, quindi è simbolo di equilibrio, di perfezione, di capacità di risalire dal particolare all’universale. Il sei è il numero dei doni reciproci, degli antagonismi, che trovano nell’iniziato a questo grado la perfezione in potenza. Il sei rappresenta l’iniziazione per mezzo delle prove più dure, l’equilibrio tra gli opposti.
A questo livello il candidato ha abbastanza senno ed esperienza da saper discernere tra il bene ed il male. Sei sono le facce del cubo, cioè del quadrato in movimento, simbolo della manifestazione. Per Vitruvio sei erano le regole ed i riflessi della creazione divina.
Il sei rappresenta i quattro punti cardinali più lo zenit e il nadir, cioè le direzioni e gli orientamenti del creato visibile. Questo numero nel mondo divino è la scienza del bene e del male, in quello intellettuale l’equilibrio tra la legge universale e la libertà umana, e nel piano fisico l’antagonismo delle forze naturali. Questo numero evoca l’immagine dell’esagramma cioè dei due triangoli equilateri incrociati capovolti. Il sei esprime l’unione armonica delle due nature , la divina e l’umana.
Nella filosofia indiana (che come sappiamo in parte ha influenzato la nascita del Budo in Estremo Oriente) si parla dei sei veli: pelle, carne, ossa, sangue, nervi e midollo; dei sei nemici: desiderio, ira, cupidigia, follia, orgoglio, e invidia; le sei condizioni: concepimento, individuazione, crescita, maturità, decadenza, distruzione; le sei onde: fame, sete, affanno, follia, vecchiaia, morte. L’iniziato a questo grado si muove in equilibrio ed armonia tra queste entità senza essere scalfito dalle valenze negative dei singoli elementi. Egli conosce pienamente l’elemento Aria e si libra leggero in essa.


Unione Cielo-Terra
Il NANADAN (o SHICHIDAN) si può ricevere dopo un periodo minimo di dodici anni dopo il conseguimento del Rokudan, e viene conferito molto raramente ed a persone veramente selezionate.
Il sette è per eccellenza il numero magico della maestria in molte scuole iniziatiche.
Esso è simbolo di fermezza e simbolo dell’esistenza di Dio.
Il sette è composto dal tre, simbolo della divinità e dal quattro, simbolo della universalità delle cose create. Il sette è dunque simbolo della indissolubile unione dei due mondi spirituale e fisico.
Per estensione si può intendere il numero sette come unione di cielo e terra, cioè l’espressione di un universo in movimento. L’iniziato a questo grado comincia a sentire il fuoco sacro bruciare nel proprio Atanor, l’Hara Tanden. L’uomo che raggiunge questo grado dovrebbe aver raggiunto un alto livello di perfezione dal momento che possiede la conoscenza del mondo materiale e dei principi divini.
L’HACHIDAN è un grado onorifico che molto raramente viene conferito dall’Aikikai Foundation. E’ un riconoscimento destinato a persone di alto valore tecnico e morale e a Leaders che hanno fondato e che dirigono Organizzazioni Aikikai in nazioni estere. Si tiene conto a questo livello di ciò che il candidato ha fatto e sta facendo per lo sviluppo dell’Aikido nel mondo e della capacità con cui espleta questo compito. Il numero otto risulta dalla combinazione ottimale di 4+4 per cui la simbologia è legata al valore del dualismo. Questo numero ci ricorda la Rosa dei Venti con i quattro punti cardinali e i quattro punti secondari, che esprimono la capacità di orientarsi in tutte le direzioni grazie alla conoscenza acquisita. L’otto è il simbolo dell’Infinito, dell’equilibrio cosmico. Il termine Rosa dei Venti, fu preso in prestito dalla Ruota del Mondo che rappresenta il mondo materiale (quadrato) in movimento dentro al cerchio simbolo dell’Universo.
In molti templi si riscontrano otto colonne poggianti su una base quadrata che sorreggono una cupola rotonda, si realizza così la quadratura del cerchio.
Dall’unità della volta celeste al quadrato degli elementi terrestri occorre passare per l’ottagono, che è in rapporto col mondo intermedio delle otto direzioni, delle otto porte e degli otto venti che innalzeranno le fiamme oramai sprigionate dall’Atanor dell’iniziato a questo grado. Il numero otto esprime il divino nell’umano; esso è l’anello di congiunzione tra gli opposti, tra l’ascesa e la discesa, tra il Superiore e l’inferiore, tra Dio e l’uomo. L’otto indica la via dei giusti.
Il KUDAN è un grado raggiunto soltanto da pochissimi maestri che hanno occupato un posto preminente nella storia dell’Aikido e sono da considerarsi dei personaggi davvero illuminati e padroni di una conoscenza profonda. Il nove è ritenuto il più importante numero magico, quello che contraddistingue il vero iniziato ai livelli superiori ed indica stabilità,ordine, saggezza assoluta, prudenza, circospezione negli atti. Si può aggiungere che se da un lato il nove conferisce compimento ad una creazione umana, dall’altro simbolizza il successo nella ricerca ed il coronamento degli sforzi. Questo numero è simbolo di perfezione in quanto risultante di tre ternari. La combinazione di 3+3+3=9, ha frequenti richiami nelle dottrine esoteriche di molti popoli del mondo, che ne fanno un motivo cosmologico ritenendo ogni mondo raffigurato come un triangolo, una cifra ternaria: Cielo, Terra, Inferi, per cui il nove esprime la totalità dei tre mondi.


Osiride-Iside-Horus
Gli antichi Egizi nominano questo numero a proposito della montagna del Sole, ricordando l’evoluzione dei tre mondi: divino, naturale, ed intellettuale, in relazione all’archetipo trinitario Osiride-Iside-Horus, rappresentanti rispettivamente l’essenza, la sostanza e la vita.
Il Fondatore dell’Aikido parlava della sua Arte paragonandola ad una piramide divisa in quattro livelli ascendenti: kotai, jutai, ryutai e kitai (solido, fluido, liquido, spirituale), sormontati finalmente dalla Luce della Conoscenza, il mondo dove l’Uomo Iniziato oramai libero può ricongiungersi a Dio.
Il JUDAN è un grado rarissimo; sembra che il Fondatore ne abbia conferito probabilmente solo uno o due. L’ideogramma che esprime questo numero è una croce 十 (ju) unione della linea verticale e della orizzontale, che si incrociano simmetricamente ad indicare l’equilibrio tra Cielo e Terra. La linea verticale è il canale attraverso il quale scendono le energie cosmiche e salgono quelle telluriche, ed esprime l’asse verticale umano (la colonna vertebrale) inteso come axis mundi.
La linea orizzontale simbolizza la comunicazione sul piano delle manifestazioni umano terrestri o l’orizzontalità. La linea verticale è simbolo di rettitudine e la linea orizzontale è simbolo di equità, quindi questo numero conferisce a chi lo possiede il senso dell’uomo retto e giusto, colui che, oramai purificato, si fa ponte tra Cielo e Terra (pontifex), tra il Divino e l’umano.
Il numero dieci è la somma di 1+2+3+4, quindi assomma tutti i valori simbolici espressi per questi singoli numeri, se ne deduce dunque che esso è un numero perfetto e rappresenta la completezza della creazione, la quale in senso spaziale e temporale si estende dal principio al termine, costituendo un ciclo di manifestazione, cioè l’intera esistenza. In ogni dottrina religiosa e filosofica il numero dieci è sempre stato legato a concetti di sacralità, di totalità e di perfezione. Basti pensare ai Dieci Comandamenti, le dieci divinità principali Egizie, le dieci Sefirot della Kabbala, etc.
Secondo i cabalisti di tutte le scuole, la potenza divina emerge dalla propria vita nascosta e si manifesta in dieci sfere che sono dette sefirot; esse costituiscono l’unità e la sintesi dell’universo.
Le sefirot suggeriscono un’ulteriore combinazione del numero dieci e cioè 3+7.
Le prime tre sefirot superiori si identificano con la corona, la sapienza e l’intelligenza, mentre le altre sette inferiori con l’amore, la bellezza, l’eternità, la gloria, il sesso, la forza e la presenza visibile.
Bibliografia: “Il Mondo dei Simboli” di S. Boncompagni – Ed. Mediterranee

Il Presente articolo viene pubblicato grazie alla gentile concessione di Paolo N. Corallini. Tutti i diritti riservati

domenica 27 novembre 2011

INTERVISTA A O-SENSEI UESHIBA MORIHEI

L'intervista a O'Sensei del 1957

Presumibilmente nel 1957, Morihei Ueshiba rilasciò una lunga intervista a 2 cronisti giapponesi, di cui non ci sono pervenuti i nomi. Insieme con O' Sensei era presente anche il figlio Kisshomaru che riportò poi il testo dell'intervista nel suo libro 'Aikido', pubblicato a Tokyo proprio nel 1957.
E' curioso notare che rispondendo alle domande, O'Sensei dichiari di avere 76 anni, età che porterebbe la data di nascita di Ueshiba al 1881 invece del 1883.


Domanda - Quando ero uno studente al college il mio professore di filosofia ci mostrò una foto di un famoso filosofo ed ora sono colpito dalla somiglianza con Lei.

O’ Sensei - Beh, può darsi che sia entrato anche nel campo della filosofia, dato che la mia parte spirituale è molto più enfatizzata rispetto a quella fisica.


Domanda - Si dice che l' Aikido sia molto diverso rispetto al Judo ed al Karate.

O’ Sensei - Secondo me si può dire che essa sia l'arte marziale definitiva. Questo perché si basa su una verità universale. Quest'universo si compone di molte parti differenti che nonostante ciò sono tenute insieme, come una grande famiglia; questa è una rappresentazione di pace ad altissimo livello. Abbracciando il punto di vista dell' universo, l'Aikido non può essere altro che un'arte marziale d'amore. Non può essere un'arte di violenza. Per questa ragione potrebbe essere definita come un' ulteriore manifestazione del Creatore. L'Aikido, infatti è immenso. l suoi piani di allenamento sono la Terra ed il Cielo. Le attitudini mentali dei praticanti devono essere di pace e di totale non violenza. È questa la giusta mentalità delle arti marziali giapponesi: la violenza è generata da una mente alterata. Il nostro dovere è quello di trasformare il mondo in un paradiso terrestre. Attività come la guerra sono fuori posto.
Domanda - Ciò è sostanzialmente differente dalle scuole tradizionali.

O’ Sensei - Sicuramente è molto diverso. Se ci guardiamo alle spalle possiamo accorgerci di quanto si sia abusato delle arti marziali. Durante il periodo degli stati combattenti, per esempio, i ricchi signori utilizzavano le arti marziali per scopi personali e per soddisfare i propri interessi. Penso che ciò sia totalmente inappropriato. Un tempo pensavo che le arti marziali servissero a sconfiggere i soldati nemici in guerra; per questo, quando la guerra finì, rimasi molto sconcertato. Questo mi spinse a cercare, nei sette anni successivi, il vero spirito del Budo e fu allora che mi venne in mente di costruire un paradiso sulla terra. La ragione di questa soluzione sta nel fatto che i cieli e la terra hanno raggiunto una relativa stabilità nella loro evoluzione, mentre gli esseri umani sembrano essere in un perenne stato confusionale. Prima di tutto dobbiamo combattere questa situazione. La realizzazione di questa missione è un passo avanti per l'intera umanità. Quando arrivai a questa conclusione, realizzai che la vera natura dell'Aikido è la pace e l'armonia assoluta. L'Aikido nasce in accordo ai principi dell'universo, perciò è un Budo di assoluta vittoria.

Domanda - Vorrebbe parlarci dei principi dell’Aikido? La gente pensa che sia qualcosa di mistico come il Ninjutsu e dice che Lei sia in grado di sollevare oggetti pesantissimi con una sorta di arcano potere.

O’ Sensei - In apparenza potrebbe sembrare qualcosa di mistico, ma non è così. In Aikido noi utilizziamo unicamente la forza del nostro avversario, sicchè più forza lui usa più è facile per noi.

Domanda - In questo senso c'è Aiki anche nel Judo, in cui bisogna sincronizzare se stessi con il ritmo del partner. Se lui tira, tu spingi e se lui spinge, tu tiri. Muovendoti secondo questo principio gli fai perdere il suo equilibrio e quindi applichi la tua tecnica.
O’ Sensei - In Aikido non esiste assolutamente primo attacco. Attaccare vuol dire essere già stati sconfitti nello spirito. In accordo col principio di non resistenza, non ci opponiamo all'attaccante. Quindi, si potrebbe dire che in Aikido non esiste avversario. La vittoria per noi è Masakatzu Agatzu: cioè quando vinci sopra ogni cosa, in accordo con la missione divina, allora possiedi la Forza Assoluta.

Domanda - Si sta riferendo, per caso al ‘sen no sen’, l'iniziativa sull'attacco?

O’ Sensei - Assolutamente no. Se volessi provare ad esprimerlo a parole dovrei dire che si controlla il proprio partner, senza volontà di dominio. È uno stato di perenne vittoria. Non c'è occasione di sconfitta. In questo senso non c'è scontro in Aikido; e se anche tu avessi un avversario, egli sarebbe solo un compagno da controllare.

Domanda - Quante tecniche esistono in Aikido?

O’ Sensei - Ci sono circa 3000 tecniche di base ed ognuna di esse ha 16 variazioni; così ce ne sono svariate migliaia. A seconda della situazione, puoi crearne tu stesso di nuove.

                                                                 Domanda - Quando ha iniziato lo studio delle arti marziali?

O’ Sensei - A 14 -15 anni circa. Ho imparato, in ordine, il Jujutsu delle seguenti scuole: Tenshinyo, Kito, Yagyu, Aioi, e Shinkage. Ma comunque non ero soddisfatto e cercai ancora il vero Budo. Praticai Sojutsu e Kendo. Ma anche queste, concentrate sul combattimento uno contro uno, non riuscirono a soddisfarmi. Cosi girai tutto il Paese, allenandomi e cercando la Via, ma invano.

Domanda - Si potrebbe dire che fu il periodo di allenamento ascetico del guerriero?

O’ Sensei - Si, la ricerca del vero Budo. Quando ero solito andare alle altre scuole, non sfidavo mai i loro maestri. Chi peregrina tra i dojo è troppo stanco per dimostrare la sua vera abilità. Per cui pagavo loro il regolare onorario e cercavo di imparare qualcosa. Se, infine, ero io ad essere superiore, riprendevo i miei soldi e tornavo a casa.

Domanda - E quando l'Aikido ha iniziato a prendere forma?

O’ Sensei - Come ho detto prima, viaggiai per molti posti alla ricerca del vero Budo. Poi intorno ai 30 anni giunsi ad Hokkaido. In quell'occasione, mentre mi trovavo nella provincia di Kitami, incontrai un certo Takeda Sokaku, maestro del clan di Aizu. Egli insegnava il Jujitsu della Daito-ryu. Durante il mese che studiai con lui ebbi una sorta di inspirazione. Più tardi lo invitai a casa mia ed insieme con altre 15 o 16 persone divenni uno studente dell'essenza del Budo.

Domanda - Quindi scoprì l'Aikido studiando Jujutsu con Takeda?

O’ Sensei - No. Sarebbe molto più accurato dire che il maestro Takeda aprì i miei occhi al Budo.

Domanda - Ma allora in quale particolare circostanza nacque l'Aikido?

O’ Sensei - Successe questo. Mio padre si ammalò gravemente nel 1918. Io fui costretto a lasciare Takeda e fare ritorno a casa. Lungo la via sentii dire che se avessi pregato ad Ayabe, in provincia di Kyoto, ogni desiderio mi sarebbe stato esaudito. Quindi mi recai lì ed incontrai Onisaburo Deguchi. Quando, però, tornai a casa appresi che mio padre era morto comunque. Avendo incontrato Deguchi solo una volta, decisi di tornare ad Ayabe con tutta la mia famiglia e vi rimasi fino al 1925, all'età di 40 anni. Un giorno, dopo aver combattuto contro un maestro di Kendo, mi stavo rinfrescando in giardino. All'improvviso una cascata di luce dorata scese dal cielo e mi avviluppò. D'un tratto il mio corpo crebbe a dismisura, fino a toccare i confini dell'intero universo. Illuminato da quest'esperienza, realizzai che non bisogna concentrarsi sulla vittoria: il cuore del Budo è l'amore. Questo è l'Aikido.

Domanda - Quindi nel Budo non è fondamentale essere forti. Sin dai tempi antichi viene insegnata la comunanza tra lo Zen e la spada. Similmente l'essenza del Budo non può essere compresa senza svuotare prima la propria mente. In questo stato, nulla, sia giusto che sbagliato, ha più valore.

O’ Sensei - Come ho detto prima, l'essenza del Budo è la via di Masakatzu Agatzu.


Domanda - Ho sentito di una storia che L’ha coinvolta in un combattimento con 150 operai.

O’ Sensei - lo? Per quello che mi ricordo il maestro Deguchi giunse in Mongolia nel '24 per coronare il suo sogno di creare una grande comunità asiatica in accordo con la linea politica nazionale. lo lo accompagnai per sua richiesta finché non venni chiamato alle armi. Insieme attraversammo la Mongolia e la Manciuria. Durante il viaggio ci imbattemmo in un gruppo di banditi delle montagne che cominciarono a spararci contro pesantemente. Io risposi al loro fuoco sorridendo e poi mi lanciai in mezzo a loro attaccandoli con fierezza e disperdendoli.

Domanda - Restò per molto tempo in Manciuria?

O’ Sensei - Prima dell'incidente sono stato in Manciuria molto spesso. Ero supervisore per le arti marziali per l'organizzazione di Shimbuden come per la Kenkoku University in Mongolia. Per questa ragione ero ben accetto lì.

Domanda - Hino Ashisei scrisse una storia chiamata "Oja no Za" in cui racconta la vita di Tenryu Saburo, eroe del mondo del Sumo, e del suo incontro con un maestro di Aikido e la riscoperta del suo vero spirito. Per caso questa storia la riguarda?

O’ Sensei - Si.

Domanda - Che genere di rapporto ebbe con Tenryu?

O’ Sensei - Lui stette a casa mia per circa tre mesi.

Domanda - Questo accadde in Manciuria?

O’ Sensei - Si ci incontrammo in occasione del torneo in onore del 10°anniversario del governo in Manciuria. C'era quest'uomo gigantesco alla festa ed un mucchio di gente intorno a lui che faceva commenti sulla sua incredibile forza. Domandai allora chi fosse e mi fu spiegato che si trattava di Tenryu, famoso lottatore di Sumo. Mi presentai a lui ed alla fine decidemmo di confrontare le nostre capacità l'uno contro l'altro. Dunque mi sedetti e dissi a Tenryu:" Spingimi, prova a rovesciarmi all'indietro. Spingi più folte che puoi, non trattenere la tua forza". Forte dei segreti dell'Aikido, sapevo che non avrebbe potuto muovermi di un millimetro. Comunque Tenryu sembrò stupirsi di ciò e divenne uno studente di Aikido. Era un brav'uomo.

Domanda - Sensei, lei ha anche avuto rapporti con la marina?

O’ Sensei - Si, per lungo tempo. Cominciata nel 1928, la mia collaborazione con l'Accademia Navale come insegnante part-time, durò per circa 10 anni.

Domanda - Allora insegnò anche ai soldati durante quel periodo!

O’ Sensei - In più di un'occasione ho insegnato ai militari; cominciai con l'Accademia Navale, ma nel '33 tenni delle lezioni anche per la Scuola Militare di Toyama. Poi nel 1942 insegnai Aikido anche alla scuola di Polizia. In un'altra occasione, su invito del generale Maeda, tenni una dimostrazione per l'Esercito.

Domanda - Insegnando a dei soldati sarà certamente stato coinvolto in qualche episodio divertente.

O’ Sensei - Si, una volta fui persino vittima di un agguato.

Domanda - Forse perchè la consideravano un insegnante troppo severo?
O’ Sensei - No, non per quello. Credo che loro volessero provare le mie capacità. Fu nel periodo in cui insegnavo all' Accademia di Polizia.una sera mentre camminavo nella sala di addestramento, percepii che c'era qualcosa di strano. Qualcosa si mosse sopra di me. All' improvviso, da tutte le direzioni,saltarono fuori da alcuni cespugli ed avvallamenti, un gruppo di soldati e mi circondarono. Cominciarono quindi ad attaccarmi armati di spade e bastoni di legno. Siccome sono avvezzo a questo genere di cose, non mi preoccupai più di tanto. Non appena provavano a colpirmi, mi spostavo semplicemente da una patte e dall' altra ed intanto mi accorgevo che stavano perdendo fiducia in se stessi. Alla fine caddero esausti. La vita non manca di riservare sorprese. L 'altro giorno,dopo una conferenza un tipo ha riconosciuto la mia faccia e mi è corso incontro salutandomi. Dopo aver parlato qualche minuto, capii che si trattava di uno degli uomini che mi avevano attaccato quel giorno di tanti anni fa. Con aria imbarazzata mi ha detto: "Sono molto spiacente per quell'incidente. Quel giorno stavamo discutendo sulla reale efficacia del nostro insegnante di Aikido. Un gruppo di noi dalle teste calde decise di metterlo alla prova. Ci nascondemmo in 30, circa. E rimanemmo totalmente sconcertati che trenta uomini addestrati alla guerra non avevano potuto nulla di fronte alla vostra forza".

Domanda - Ci furono anche episodi riguardo alla scuola di Toyama?
O’ Sensei - Prove di forza? Una volta, mi pare prima dell' incidente alla scuola di polizia. Un gruppo di capitani, istruttori alla scuola di Toyama, mi invitò a provare la mia forza contro di loro. Loro tutti si vantavano delle proprie capacità con frasi del tipo: "Sono in grado di alzare tot peso" oppure "Posso spaccare tegole di tot diametro"; sicché dissi loro: "lo non ho questo genere di forza, però posso abbattere gente come voi solo con il mignolo. Ma siccome mi dispiace farvi del male, facciamo così". Stesi il mio braccio destro e poggiai l'indice sopra una scrivania, quindi li invitai a salire sul mio braccio coricandosi sulla pancia. Uno dopo l'altro, increduli, cominciarono ad ammucchiarsi sul mio braccio. Quando tutti e sei furono saliti, chiesi all'uomo vicino a me un bicchiere d'acqua. Mentre stavo bevendo con la mano sinistra, il gruppo di uomini sul mio braccio destro tacque sbalordito.Domanda - A parte l' Aikido, lei deve avere una forza fisica sovrumana!
O’ Sensei - Non proprio.

Kisshomaru - Sicuramente egli è molto forte, ma bisognerebbe parlare di potenza del Ki, piuttosto che di forza fisica. Qualche tempo fa, mentre costruivamo un nuovo dojo, vedemmo sette o otto operai che provavano invano a sradicare un alberello. Mio padre li guardò per un po' e poi chiese loro di spostarsi in modo da poter provare lui stesso. Egli lo tirò su in un attimo, con una mano sola e lo scaraventò via. Sarebbe inconcepibile fare cose di questo genere con la mera forza fisica. Un' altra volta ci fu un incidente riguardo un certo Mihamahiro.

Domanda - State parlando dello stesso Mihamahiro dell'Associazione Nazionale di Sumo?
O’ Sensei - Si. Quando io mi trovavo a Shingu, nella prefettura di Wakayama, Mihamahiro stava ottenendo ottimi risultati nella classifica dei sumotori. Aveva una forza incredibile, e riusciva a sollevare tre tronchi, dal peso di svariate tonnellate. Quando seppi che Mihamahiro si trovava in città, lo invitai a venirmi a trovare. Mentre stavamo chiacchierando, lui disse: "Maestro, io ho sentito dire di lei che possiede una forza inimmaginabile. Perché non confrontare le nostre capacità?  D'accordo - risposi - ma io userò solo il mio indice". Iniziammo. Mihamahiro provò a sollevarmi e nonostante fosse in grado di spostare masse enormi, non riuscì a smuovermi di un millimetro. Dopo un po', ritorsi la sua stessa forza contro di lui, ed egli si trovò a volare per aria. Si rese conto che l'avevo toccato solo con l'indice, e con l'indice lo tenevo immobilizzato. Sembravamo un adulto che gioca con un bambino. Vedendolo incredulo, lo invitai a riprovare.Seduto per terra, gli offrii di cercare di rovesciarmi spingendomi per la testa, ma egli non ci riusciva. Sollevai allora le mie gambe dal suolo, restando in bilico, ma neanche così potè smuovermi. Sconvolto, cominciò a studiare l' Aikido.
Domanda - Quando dice di atterrare una persona con un dito, lei preme un suo punto vitale?
O’ Sensei - Disegno un cerchio intorno a loro. La loro forza è contenuta all' interno di questo cerchio. Non importa quanto sia forte, un uomo non può estendere la sua forza altre questo cerchio. Diviene di colpo debole. Dunque è possibile atterrarlo con un dito mentre si trova in questa fase. È possibile perché LUI diventa debole.

Domanda - Anche sua moglie proviene dalla prefettura di Wakayama?

O’ Sensei - Si, lei proviene dalla famiglia Takeda di Wakayama.

Domanda - La famiglia Takeda è strettamente associata alle arti marziali.

O’ Sensei - Senza dubbio. La mia famiglia ha servito l' Imperatore per molte generazioni. l miei antenati, infatti, rinunciarono alle loro proprietà ed ai loro averi per dedicarsi completamente alla Famiglia Imperiale.
Domanda - Siccome lei, maestro, è stato in giro per molti anni nel periodo in cui era giovane, quella di sua moglie non deve essere stata una vita molto semplice.
O’ Sensei - Per la verità, neanche ora riesco a trascorrere molto tempo a casa, per via dei continui impegni.


Kisshomaru - Mio padre, da sempre, è particolarmente interessato alla pratica ascetica delle arti marziali. Inoltre, un' altra sua caratteristica, è il suo totale disinteressamento verso il denaro. In un'occasione si verificò un incidente di questo genere. Quando mio padre partì per Tokyo, nel 1926, si avviò da solo e poi nel 1927, lo raggiungemmo noialtri da Tanabe. Con l'aiuto del figlio del Generale Yamamoto, mr. Kiyoshi, prendemmo in affitto una casa a Sarumachi. In quell' epoca mio padre possedeva una larga fetta di terreno attorno a Tanabe, che comprendeva zone coltivabili ed incoltivabili. In ogni caso, ne ricavava ben poco e, dunque aveva bisogno di un prestito. Ma a dispetto di ciò, egli si rifiutava di vendere alcunché.ma non solo: quando i suoi allievi gli portarono l' offerta mensile, egli disse di non aver bisogno di questo genere di cose, che non avrebbe mai accettato dei soldi direttamente, e che preferiva che li donassero alle divinità, cosicché,il giorno in cui avrebbe avuto bisogno di soldi, avrebbe pregato gli dei, in modo da ricevere da loro il necessario. Non ha mai accettato del denaro per insegnare il Budo. Il dojo in quel periodo, era la sala da biliardo della famiglia Shimazu, e qui si riunivano per praticare anche molti ufficiali militari e persone aristocratiche. In quel periodo chiamavamo la nostra arte Ueshiba Juku Aikijitsu.

Domanda - A che età è possibile iniziare a praticare?
Kisshomaru - Si può iniziare verso i 7 anni, ma bisogna aspettare i 15 per praticare seriamente. Fisicamente parlando, il corpo comincia ad irrobustirsi e le ossa a fortificarsi proprio a quell' età. Siccome, inoltre, l'Aikido contiene molti aspetti spirituali, bisogna aspettare quell'età per acquisire una propria prospettiva del mondo e quindi della natura del Budo. Dunque, in ultima analisi, direi che 15-16 anni sia una giusta età per iniziare la pratica.

Domanda - Paragonato al Judo, ci sono ben poche occasioni in cui potersi afferrare, in Aikido quindi puoi confrontarti contemporaneamente con più di un avversario, il che è l'ideale nel Budo. Riguardo a ciò, ci sono molti teppisti che vengono per imparare l'Aikido?
Kisshomaru - Certo, a volte capitano anche individui del genere. Ma quando persone di questo tipo studiano l'Aikido con l'intenzione di usarlo come arma per battersi, non durano per molto tempo. Praticare arti marziali non è come ballare o guardare un film. Sole o pioggia, bisogna praticare comunque quotidianamente se si vuol progredire. In particolar modo l'Aikido che potrebbe essere definita una pratica spirituale che si serve delle forme del Budo. È troppo profondo per essere coltivato da coloro che vogliono utilizzarlo per fare a botte. In ogni caso, individui particolarmente inclini alla violenza, smettono di esserlo dopo aver imparato l'Aikido.

Domanda - Capisco. Attraverso un allenamento costante riescono a correggere i loro atteggiamenti violenti.
O’ Sensei - L 'Aikido non è un' arte marziale di violenza ma piuttosto un'arte d'amore, in cui la violenza non trova posto. Anzi bisogna guidare gentilmente gli assalti violenti dei propri avversari. Non si può rimanere teppisti troppo a lungo.

Domanda - L 'idea, dunque non è quella di opporre violenza alla violenza, bensì quella di trasformare la violenza in amore.

Domanda - Cosa insegnate ad un principiante come fondamentali in Aikido? Nel Judo, per esempio, per prima cosa si impara a cadere.
Kisshomaru - Prima di tutto l movimenti del corpo(tai sabaki), poi il flusso del ki.

Domanda - Cosa s'intende per"flusso del ki"?
Kisshomaru - In Aikido, noi proviamo costantemente a controllare l'energia del nostro partner, attraverso il controllo della nostra stessa energia, guidando il  compagno nel nostro proprio movimento. Dopo ci alleniamo a ruotare il nostro corpo. Non basta spostare il corpo, bisogna muovere le braccia e le gambe insieme, in modo che tutto il corpo sia unificato e possa muoversi armoniosamente.

Domanda - Guardando praticare Aikido, gli allievi sembrano cadere naturalmente. Che genere di allenamento fate per le cadute?
Kisshomaru - A differenza del Judo, dove ci si afferra col proprio partner, in Aikido si mantiene sempre una certa distanza. Di conseguenza, è possibile applicare un più libero stile di caduta. Invece di cadere con un tonfo, come in Judo, noi utilizziamo una caduta circolare, una forma di caduta molto più naturale. Dunque pratichiamo questi quattro fondamentali diligentemente.

Domanda - Quindi voi praticate tai-sabaki, ki no nagare, tenkan, ed ukemi e poi cominciate lo studio delle tecniche. Che tipo di tecniche s'insegnano all' inizio?
Kisshomaru - Shihonage, una tecnica in cui si può lanciare un avversario in più direzioni. Replica i movimenti di base del ken. Ovviamente, pratichiamo anche spada. Come detto precedentemente, in Aikido, I'awersario diviene parte del nostro movimento. In questo modo riesco a spostarlo a piacere. Allo stesso modo, quando mi alleno con un bastone o una spada, faccio si che diventino parte di me stesso, come se fosse un braccio o una gamba. Per cui qualsiasi arma nelle mani di un aikidoka cessa di essere un semplice oggetto. Diventa un' estensione del suo stesso corpo. La successiva è iriminage. In questa tecnica si entra con tutto il corpo sull'avversario non appena prova a colpirci. In questo breve attimo è possibile sferrare anche 2 o 3 atemi. Per esempio, se il nostro avversario ci attacca dal lato con un pugno, sfruttando la sua energia, apriamo il nostro corpo in guidandolo in una rotazione che segue la direzione del suo attacco. Quindi solleviamo il nostro braccio disegnando un cerchio sopra la sua testa proiettandolo al suolo. Anche questo è il flusso del ki. Ci sono varie e complesse teorie circa questo punto. L'uke resta completamente senza forze o, piuttosto, tutta la sua forza viene diretta dove noi desideriamo proiettarlo. Dunque maggiore è la forza del nostro compagno e più è facile per noi. Ma d'altra parte, se nelle nostre tecniche ci si scontrasse con qualcuno opponendo la nostra energia alla sua, non sarebbe possibile sconfiggere un avversario più forte di noi.

O’ Sensei - Infatti in Aikido non si va mai contro l'energia del nostro attaccante. Quando egli ci attacca con un pugno o tagliando verticalmente come con una spada, disegna essenzialmente un punto o una linea. Tutto ciò che devi fare è scansarti da essi.

Kisshomaru - Poi insegniamo le tecniche di immobilizzazione, shomenuchi ikkyo, nikkyo e così via.

Domanda - L 'Aikido contiene parecchi elementi spirituali. Quanto tempo occorre ad un principiante per acquisire una conoscenza delle basi?
Kisshomaru - Siccome ci sono persone più o meno coordinate, non posso fare una stima generale. Però dopo circa tre mesi di pratica assidua, un principiante comincia a farsi un' idea di cosa l' Aikido sia. Una volta raggiunti i sei mesi di pratica  difficilmente si lascia. Coloro che hanno solo un interesse superficiale si ritirano prima dei tre mesi.

Domanda - Mi è parso di capire che il 28 di questo mese ci saranno gli esami per shodan. Quante cinture nere ci sono attualmente?
Kisshomaru - Il grado più alto conferito al momento è l'ottavo dan, sono in quattro ad averlo raggiunto. Ci sono poi sei praticanti col settimo dan, e numerosi primi dan,considerando tutti coloro che hanno cominciato da dopo la guerra.

Domanda - Quindi c'è un alto numero di persone che praticano l' Aikido in tutto il paese.Kisshomaru - Il maestro Tohei ha visitato le Hawaii e gli stati uniti per promuovere l'Aikido. Nelle Hawaii ci sono circa 1200 praticanti, che equivalgono a circa 80000 praticanti a Tokyo. C'è anche un piccolo numero di cinture nere in Francia. C'è stato un francese che voleva provare il vero spirito dell' Aikido dopo aver studiato il Judo. Non essendo soddisfatto della pratica in Francia ha pensato di cercarlo nel luogo in cui l'Aikido è nato, ed è venuto in Giappone. Anche l'ambasciatore di Panama pratica l'Aikido, ma pare che il clima del Giappone sia troppo freddo per lui e così non pratica d'inverno. C'è pure una ragazza, Onada Haru, che si è allenata con noi per diversi anni. Poi è patita per l'ltalia per diventare un 'artista. Qualche giorno fa, ho ricevuto una sua lettera da Roma, in cui dice di essere molto felice perchè ha incontrato un italiano che pratica l'Aikido con cui può allenarsi.

Domanda - Cosa possiamo dire circa l'interpretazione delle tecniche di Aikido?

O’ Sensei - l punti essenziali sono Masakatzu,Agatzu, e Katzuhayabi. Come ho detto prima, Masakatzu significa corretta vittoria , Agatzu vuoi dire essere in accordo con la tua missione sulla terra, Katzuhayabi indica lo stato mentale diassoluta vittoria.
Domanda - Il Cammino dell' Aikido sembra molto lungo, non è vero?
O’ Sensei - Il Cammino dell' Aiki è infinito. Oggi io ho 76 anni, ma continuo ancora nella mia ricerca. Non è un semplice obbiettivo insegnare il Cammino nel Budo come in qualunque arte. In Aikido bisogna comprendere ogni fenomeno dell'universo. È un allenamento che dura tutta la vita.
Domanda - Dunque nell'Aikido si imparano parallelamente gli insegnamenti marziali e quelli divini. Ma cos'è in sintesi lo spirito dell'Aikido?
O’ Sensei - L 'Aikido è amore, Ai. Bisogna colmare il proprio cuore con il grande amore dell' universo e quindi abbracciare la propria missione di protezione ed amore verso tutte le cose. Accettare questa missione è il vero budo. Significa vincere al di sopra di se stessi ed eliminare l'idea del nemico dal nostro cuore. È una via di perfezione individuale in cui non c'è posto per la violenza. Le tecniche dell' Aiki sono un allenamento spirituale attraverso una via in cui si ricerca l'unione del corpo e della mente, in accordo coi principi dell' universo.
Domanda - Quindi 'obiettivo dell'Aikido è la pace nel mondo.
O’ Sensei - L 'obiettivo finale dell' Aikido è la creazione di un Paradiso sulLa Terra, in modo che tutto il mondo possa essere in armonia. Allora non avremo bisogno di energia atomica e di bombe ad idrogeno. Potrebbe essere un mondo meraviglioso.
L'Arte
Morihei Ueshiba

domenica 13 novembre 2011

SCUOLA KI AIKIDO BUSHIDO DOJO

SCUOLA KI - AIKIDO BUSHIDO DOJO BASSANO DEL GRAPPA


PRESSO PISCINE AGNOLIN ZONA CENTRO STUDI IN VIA JAN SIBELIUS N° 5


ISTRUTTORE: GIACINTO GIUSEPPE GOLIN

ASSISTENTI: CRISTIAN MORETTO - DANIELE FIORESE

ESAMI RICONOSCIUTI C.S.E.N.


RILASCIATI DAL RESPONSABILE NAZIONALE C.S.E.N. KI- AIKIDO M° BRUNO MAULE 7° DAN

CORSO DI KI-AIKIDO & SCUOLA PER ISTRUTTORI 

PRATICA DEL KI

MEDITAZIONE - RESPIRAZIONE
GINNASTICA DELLA SALUTE
APPLICAZIONE DEI CONCETTI DEL KI
MISOGI 

APPLICAZIONE DEL KI IN AIKIDO
TECNICHE DI AIKIDO TRADIZIONALE
TECNICHE DI JO - BASTONE CORTO
TECNICHE DI BOKKEN - SPADA DI LEGNO
FORME CON KATANA - SPADA GIAPPONESE


LUNEDI' & VENERDI'


RAGAZZI/E 
ETA' 14/17
ORE 19.00 - 20:30

ADULTI ORE 19:30 - 21:00

BUSHIDO KI-AIKIDO SEGUE LA VIA DEL DOSHU KENJIRO YOSHIGASAKI



I CORSI COMPRENDONO ISCRIZIONE ASSOCIATIVA E ASSICURATIVA PRESSO L' C.S.E.N. GLI ESAMI SONO RICONOSCIUTI A LIVELLO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE











DOSHU KENJIRO YOSHIGASAKI


ALLIEVO DIRETTO DEL M° KOICHI THOEI, ATTUALMENTE E' RESPONSABILE  ISTRUTTORE DEL KI-AIKIDO IN TUTTA EUROPA LA NOSTRA SCUOLA SEGUE DIRETTAMENTE IL SUO INSEGNAMENTO.














            KATA BOKEN N°2 DALL'ALTO


SPLENDIDA ESECUZIONE DEL SECONDO KATA DI BOKEN

 DA PARTE DEL DOSHU KENJIRO YOSHIGASAKI

ESEGUITA NELLA POSIZIONE DI SUWARI-WAZA

Sottolineo un solo fatto, al di là della tecnica....l'età di O- SENSEI in questi ultimi filmati...mediamente e con molti anni in meno di O-SENSEI, troviamo persone relegate in ospizi al limite della sufficienza....Un monito hai giovani ad intraprendere la pratica dell'AIKIDO e a chi già pratica di NON SMETTERE MAI!!!

www.youtube.com
Recopilación de algunos de los vídeos más recientes en los que aparece Morihei Ueshiba, incluyendo su última demostración pública. Este vídeo también nos da ...

giovedì 25 agosto 2011

CORSO KI-AIKIDO E SCUOLA PER ISTRUTTORI


SCUOLA KI-AIKIDO BUSHIDO DOJO

ANNO ACCADEMICO 2011/2012

ISTRUTTORE RESPONSABILE: GIACINTO GIUSEPPE GOLIN
ASSISTENTI: CRISTIAN MORETTO - DANIELE FIORESE

CORSO DI KI-AIKIDO & SCUOLA PER ISTRUTTORI

PRATICA DEL KI
MEDITAZIONE - RESPIRAZIONE
GINNASTICA DELLA SALUTE
APPLICAZIONE DEI CONCETTI DEL KI
MISOGI

APPLICAZIONE DEL KI IN AIKIDO
TECNICHE DI AIKIDO TRADIZIONALE
TECNICHE DI JO - BASTONE CORTO
TECNICHE DI BOKKEN - SPADA DI LEGNO
FORME CON KATANA - SPADA GIAPPONESE

BASSANO DEL GRAPPA
PISCINE AGNOLIN
Via Sibellius 5

LUNEDI' & VENERDI'

RAGAZZI/E
ETA' 11-13
ORE 17:30 - 18:45

RAGAZZI/E
ETA' 14/17
ORE 19.00 - 20:30

ADULTI ORE 20:00 - 21:30

BUSHIDO KI-AIKIDO SEGUE LA VIA DEL DOSHU KENJIRO YOSHIGASAKI

ESAMI RICONOSCIUTI DALLO C.S.E.N.
RILASCIATI DAL RESPONSABILE NAZIONALE C.S.E.N. KI AIKIDO M° BRUNO MAULE 7° DAN

IL CORSO RIPRENDERA' REGOLARMENTE IL 2 SETTEMBRE 2011 CON SERATE DI PRESENTAZIONE E INGRESSO LIBERO DALLE ORE 19:00 ALLE ORE 21:00 PER TUTTO IL MESE DI SETTEMBRE

VI ASPETTIAMO!!!



martedì 2 agosto 2011

I SEGRETI DELL'ACQUA - parte 9

I SEGRETI DELL'ACQUA - parte 8

I SEGRETI DELL'ACQUA - parte 7

I SEGRETI DELL'ACQUA - parte 6

I SEGRETI DELL'ACQUA - parte 5

I SEGRETI DELL'ACQUA - parte 4

3 - I SEGRETI DELL'ACQUA - parte 3.flv

2 - I SEGRETI DELL'ACQUA - parte 2.flv

1 - I SEGRETI DELL'ACQUA - parte1.flv

martedì 19 luglio 2011

KI - AIKIDO DOJO BUSHIDO Bassano del Grappa





DOJO KI AIKIDO BUSHIDO




ISTRUTTORE RESPONSABILE GIACINTO GIUSEPPE GOLIN



ASSISTENTI:  CRISTIAN MORETTO


                        DANIELE FIORESE



SCUOLA PER ISTRUTTORI


PRATICA DEL KI
MEDITAZIONE - RESPIRAZIONE
GINNASTICA DELLA SALUTE - KENKO DO
APPLICAZIONE DEI CONCETTI DEL KI IN AIKIDO

TECNICHE DI AIKIDO TRADIZIONALE
TECNICHE DI JO - BASTONE CORTO
TECNICHE DI BOKKEN - SPADA DI LEGNO
FORME CON KATANA - SPADA GIAPPONESE

BASSANO DEL GRAPPA
PISCINE AGNOLIN
Via Sibellius 5



LUNEDì - VENERDì


RAGAZZI/E 
ETA' 11-13
ORE 17:30 - 18:45


RAGAZZI/E 


ETA' 14/17
ORE 19.00 - 20:30


ADULTI ORE 20:00 - 21:30




IL DOJO KI AIKIDO BUSHIDO SEGUE LA VIA DEL DOSHU KENJIRO YOSHIGASAKI
ESAMI RICONOSCIUTI DALLO C.S.E.N.
RILASCIATI DAL RESPONSABILE NAZIONALE C.S.E.N. KI AIKIDO M° BRUNO MAULE 7 DAN

IL CORSO RIPRENDERA' REGOLARMENTE IL 2 SETTEMBRE 2011

LE PRIME 2 SETTIMANE SONO DI PROVA E GRATUITE





BUONE FERIE A TUTTI!!!

Meditazione - I Suoni dei Chakra

mercoledì 6 luglio 2011

GIORNATA DI KI-AIKIDO E ARMONIA DI RELAZIONI


             GIORNATA KI - AIKIDO 10 LUGLIO DOJO BUSHIDO BASSANO DEL GRAPPA

PROGRAMMA MATTINO:
09:00 MEDITAZIONE
09:30 PRATICA DEL KI
10:00 JO
10:30 BOKKEN
11:00 PAUSA CON INGRESSO ALLA PISCINA
12:30 MANGIAMO QUALCOSA ASSIEME POI TRANQUILLI IN PISCINA

POMERIGGIO POMERIGGIO:
17:00 KENKO DO
17:30 AIKI-JO
18:00 AIKI-KEN
18:30 AIKIDO

COSTO PARI ALL'INGRESSO GIORNALIERO ALLE PISCINE. (6.50EURO) + EVENTUALE CONTRIBUTO PER IL PRANZO
VIA SIBELLIU 5 BASSANO DEL GRAPPA -PISCINE AGNOLIN-

LA GIORNATA E' AD INGRESSO LIBERO, PER ALTRE SCUOLE O DISCIPLINE PURCHE' MUNITI DI ASSICURAZIONE, GRADITA COMUNICAZIONE.

DATEMI PERSONALMENTE CONFERMA IN MODO DA ORGANIZZARE AL MEGLIO LA GIORNATA, GRAZIE.

Sensei

INFO: 338-1730555

SCUOLA KI-AIKIDO E SCUOLA PER ISTRUTTORI

                                                                            DOJO KI AIKIDO BUSHIDO

PRATICA DEL KI
MEDITAZIONE - RESPIRAZIONE
KI TEST
GINNASTICA DELLA SALUTE

PRATICA AIKIDO
APPLICAZIONE DEI CONCETTI DI KI IN AIKIDO
TECNICHE DI AIKIDO TRADIZIONALE
TECNICHE DI JO - BASTONE CORTO
TECNICHE DI BOKKEN - SPADA DI LEGNO
FORME CON KATANA - SPADA GIAPPONESE

BASSANO DEL GRAPPA
PISCINE AGNOLIN
Via Sibellius 5
LUNEDI' - VENERDI'
RAGAZZI ORE 19:00 - 20:30
ADULTI ORE 19:30 - 21:00
IL DOJO KI AIKIDO BUSHIDO SEGUE LA VIA DEL DOSHU KENJIRO YOSHIGASAKI
ESAMI RICONOSCIUTI DALLO C.S.E.N.
RILASCIATI DAL RESPONSABILE NAZIONALE C.S.E.N. KI AIKIDO M° BRUNO MAULE 7 DAN

I CORSI RIPRENDERANNO REGOLARMENTE IL GIORNO 2 DI SETTEMBRE 2011

A TUTTI L'AUGURIO DI UNA SERENA E RIPOSANTE ESTATE!

domenica 15 maggio 2011

MASTER CROMO-IRIDOLOGIA

MASTER IN CROMO-IRIDOLOGIA METODO DOTT. PIERRE FRAGNAY

RIVOLTO A TUTTI GLI OPERATORI DEL BENESSERE CHE DESIDERANO AVVICINARSI A QUESTA METODOLOGIA AFFASCINANTE.

APPROFONDIMENTO  TEORICO PRATICO DIRETTO DAL DOTT. PIERRE FRAGNAY

IL PROGRAMMA SI SVOLGE IN DUE FASI, LA PRIMA DEDICATA ALL'IRIDOLOGIA LA SECONDA ALLA PARTE PRATICA DEL METODO.

AL TERMINE VERRA' RILASCIATO UN ATTESTATO DI FREQUENZA.

POSSIBILITA' DI ORGANIZZARE NELLA VOSTRA CITTA' O PRESSO IL VOSTRO CENTRO IL MASTER.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI SCRIVETE A : giuseppe.golin@gmail.com

sabato 14 maggio 2011

DOJO KI AIKIDO BUSHIDO

AIKI-JU-JUTZU AL FEMMINILE 
CORSO AUTODIFESA AL FEMMINILE



 PRIMI 8 INCONTRI INTERAMENTE DEDICATI AL FEMMINILE SU TEMATICHE DI APPROCCIO ALLA DIFESA DELLA PROPRIA INCOLUMITA'.




PROGRAMMA:




STABILITA' FISICA ED EQUILIBRIO MENTALE


L'ATTEGGIAMENTO MENTALE


COME DIFENDERSI DALL'ATTACCO PSICOLOGICO


COSA POSSIAMO FARE PRIMA DI...


COSA POSSIAMO FARE IN CASO DI...


STRATEGIE E TECNICHE VARIE


USO DI ARMI BIANCHE




Attestato di partecipazione primo livello

Corso tenuto dal M° Giuseppe Golin 3° Dan KI-AIKIDO
Assistenti: M° Giampiero Maschietto istrittore Ju -jitzu  karate iaido
Cristian Moretto 3 kyu KI-AIKIDO
Daniele Fiorese  3 kyu KI-AIKIDO
Davide Cali'        4 kyu KI-AIKIDO


Info: giuseppe.golin@gmail.com
cell : 338-1730555