lunedì 21 febbraio 2011

ENERGIE SOTTILI


I CHAKRA



Noi danziamo in cerchio e supponiamo
Il segreto sta al centro, e sa

Robert Frost
L’energia e’ vibrazione.
In Cina l’energia viene chiamata CHI.
Questo e’ uno scritto taoista cinese di duemila anni:
L’uomo vive in mezzo al CHI e il CHI riempie l’uomo. Tutto, dalla terra al cielo, ha bisogno del CHI per vivere. Chi sa guidare il CHI nutre il suo corpo all’interno e all’esterno e si difende dagli influssi dannosi“.
Il CHI e’ uno dei tanti nomi dell’energia, ha molti significati: “Aria, vapore, soffio, etere, temperamento, forza, efficacia, atmosfera”. Il CHI e’ il concetto centrale del Taoismo e della medicina cinese. E’ l’energia vitale o forza che anima e pervade tutte le cose.
Nel corpo umano il Ch’i e’ accumulato vicino all’ombelico, nell’Oceano del respiro, e deve essere scrupolosamente mantenuto integro altrimenti verranno malattia e morte. E’ fonte di grande forza per il corpo e la mente, e, se viene amministrato bene, da’ poteri straordinari. Non c’e’ guerriero o seguace di arti marziali o uomo saggio che non curi il Ch’i con la concentrazione e il respiro guidato. Ma il Ch’i e’ anche l’energia cosmica. Corrisponde al greco PNEUMA, al sanscrito PRANA, al biblico LOGOS, al melanesiano MANA… E’ il principio vitale supremo che crea e tiene in vita l’intero universo e ogni sua apparente cosa, il movimento dei movimenti, l’intelligenza di tutte le cose.
I Chakra
I sette colori rappresentano simbolicamente i sette corpi fondamentali.
Le loro porte energetiche sono dette CHAKRA.
Immaginiamo una intelligenza che si propaga da una sorgente comune, come una grande sorgente di luce o centralina a cui possono essere collegate 7 stanze di un palazzo, ognuna indipendentemente. Ogni stanza, ovvero ogni campo di energia, e’ collegata alla grande sorgente da una porta energetica o canale, il Chakra, che collega il suo livello vibrazionale all’energia totale. Il Chakra e’ l’interruttore o meglio il trasformatore o commutatore che fa passare l’energia cosmica a livelli individuali.
I Chakra assorbono energia dal mondo esterno e la metabolizzano convogliandola attraverso canali ai vari piani (sangue, tessuti, organi, emozioni, pensieri…).
In India l’energia cosmica e’ detta PRANA.
Il PRANA universale viene convertito nel PRANA individuale dai Chakra.
I Chakra (=ruote) sono per gli Induisti i centri di interscambio dell’energia, canali interattivi. I testi antichi parlano di 88.000 Chakra, il che vuol dire un numero infinito, ma se ne considerano sette principali.
Sono stati visti come imbuti ovvero vortici di energia, formati al loro interno da vortici secondari, quanto piu’ il chrakra attiene a corpi aurici superiori, tanto piu’ altro e’ il numero dei vortici interni o petali che corrispondono come forme e numero agli orbitali visti in fisica delle particelle.
Vediamo ora la bellissima struttura dei Chakra, la visione delle sette porte.
1) – La prima porta alimenta una forma di intelligenza collegata alla sopravvivenza, e’ il radicamento alla vita, relativo al primo momento dell’essere, l’intelligenza vegetativa, che ci fa stare al mondo, l’intelligenza che organizza la nostra struttura fisica, come avviene anche per le piante o gli animali. E’ la mente che dice: “Io sono”, esisto, sto, e’ il principio di conservazione, quel principio istintivo e automatico che ci salva in situazioni di pericolo, spingendoci ad atti fisici rapidissimi mirati alla difesa del nostro essere. E’ l’intelligenza della materia, la RADICE.
Il suo elemento, ovviamente, e’ la TERRA.
2) – La seconda mente o intelligenza, e’ piu’ dinamica e porta l’essere non solo a vivere ma anche a desiderare, a cercare la sua soddisfazione e a riprodursi, rappresenta il vivere connesso alla sessualita’ e al piacere, la spinta a soddisfare i nostri bisogni e a realizzare il proprio benessere, e’ un principio che guida anche l’animale e lo porta a cercare il proprio piacere o una compagna sessuale, secondo una specie di fiuto istintuale e pulsionale che dice: “Mi piace”.
E’ l’intelligenza desiderante e la spinta riproduttiva che la natura ha messo in noi, e possiamo simboleggiarla con l’UOVO.
Il suo elemento e’ l’ACQUA, perche’ la vita nasce dall’acqua; l’acqua anche nei sogni, e’ simbolo di nascita, di generazione.
3) – La terza intelligenza e’ piu’ attiva e volitiva, non solo desidera ma agisce per conseguire la soddisfazione dei suoi desideri, spinge l’uomo nell’ambiente esterno con iniziativa e decisione per cambiare le cose o ottenere benefici, e’ l’intelligenza della volonta’ progettuale e trasformatrice, che dice “Io voglio”, la volonta’ dinamica nello spazio e nel tempo, che produce l’ATTO, una pulsione che puo’ essere operativa e fattiva o anche predatoria e distruttiva.
Il suo elemento e’ il FUOCO, che e’ per eccellenza un elemento dinamico, attivo.
4) – Una quarta intelligenza appartiene al mondo dei sentimenti e dice “Io amo”, qui l’unita’ egoica non usa l’altro come mezzo, ma lo riconosce come fine, lo rispetta e partecipa di lui, lo comprende; e’ l’Io non piu’ egoico o egocentrato ma che ha assunto il senso del Tu, si e’ aperto agli altri.
E’ il CUORE, il luogo dove, come dice il poeta “Io ti stringo forte a me, con le braccia aperte”. Qui usciamo dall’aspetto istintivo ed egoico e diamo amore, questa e’ una fascia vibrazionale piu’ alta, in quanto e’ collettiva, universale, aperta al mondo, una energia partecipante e comunicativa, che genera l’affettivita’ e la socialita’.
Il suo elemento e’ l’ARIA, elemento mutevole e sottile che pervade tutto ed e’ in tutto.
Mircea Eliade racconta questa storia: “Un uomo fece un lungo cammino e arrivo’ a una casa sopra un monte. Busso’ alla porta e una voce disse: “Chi e’?” “Sono Io!”. La voce rispose: “Non c’e’ nessuno!”. L’uomo torno’ via e dopo cento anni di nuovo sali’ sulla montagna e busso’ alla porta. La voce ancora chiese: “Chi e’?”, ma questa volta l’uomo rispose: “Sono te!” Allora la voce disse: “Poiche’ sono Io, che possa entrare!”
Mi piace questa fiaba: “Una mamma viveva in una casa nel bosco, era vedova e aveva dieci bambini piccoli. Un giorno, mentre faceva legna, una vipera la morse in un braccio e lei capi’ che il mattino seguente sarebbe morta. Allora lavoro’ tutta la notte per fare del pane per i suoi bambini, perche’ avessero da mangiare almeno per qualche giorno, intanto che cercavano come tirare avanti. Tutta la notte impasto’ e inforno’ e fece tanto pane quanto pote’. Quando venne l’alba, tutta la stanza era piena di pane e la madre si accorse che il suo braccio era guarito.
Passando da una funzione all’altra, abbiamo una espansione crescente di realta’ della coscienza oltre l’io, una spersonalizzazione che accoglie tutto cio’ che e’ nell’universo, un aprirsi dell’uomo al mondo intero.
L’intelligenza del cuore o dell’amore, e’ un piano molto importante, un ponte che permette di passare dall’essere pulsionale, vegetale e animale all’essere umano superiore, il luogo dove nascono la compassione, la partecipazione, l’altruismo e l’immedesimazione.
5) – La quinta intelligenza e’ quella della comunicazione, sia intesa come espressione del mondo di sentimenti che si agitano in noi, che come linguaggio verbale tradizionale, che come linguaggio superiore o simbolico, nei due sensi dell’esprimere se stesso e del capire l’altro. I livelli del linguaggio sono tanti e passano anche attraverso il codice scientifico, poetico o onirico. Poiche’ questo chakra apre e connette possiamo chiamarlo la PORTA, in quanto e’ un passaggio, simboleggiato dal canale della gola e dal respiro, la gola e’ il luogo stretto dove avviene la comunicazione tra cio’ che entra e cio’ che esce (le emozioni e le comunicazioni), luogo della trasformazione e della traduzione, dove la totalita’ emozionale e affettiva interna viene espressa e manifestata nella sua struttura semantica o simbolica e dove la realta’ esterna viene assorbita e integrata. Qua abbiamo la trama astratta (inferiore) del linguaggio ordinario, poi delle scienze (pensiamo ai segni della geometria, o dell’analitica o della fisica o delle leggi), quella piu’ alta dell’arte e infine la trama (superiore) della metafisica e della religione. Il simbolo inferiore e’ solo un segno di qualcosa che sta ‘al posto di’. Ma il simbolo superiore e’ un indicatore di assoluto, permette la congiunzione del piano fisico con quello spirituale. Ponte tra l’io e il non io. Tra il limitato e l’infinito.
Il suo motto puo’ essere: “Io so, io intuisco ed esprimo”.
Il suo elemento e’ l’ETERE, elemento immaginario immateriale e non percepibile che si pensa sia in tutto l’universo.
6) – La sesta intelligenza e’ la FINESTRA o OCCHIO, luogo dove la realta’ appare in se’, luogo del “vedere” superiore e sottile ovvero della veggenza o chiaroveggenza, il vedere diretto, che solo pochi hanno e per pochi lampi di intuizione. “Io vedo”.
Il suo elemento, naturalmente, e’ la LUCE.
7) – La settima intelligenza e’ il luogo dove colui che vede e’ la stessa cosa di colui che e’ visto, soggetto e oggetto si identificano, scompare ogni dualita’, l’io si fonde con l’assoluto e puo’ apparire l’estasi, il Nirvana, l’IDENTITA’ TOTALE, qui si entra in un altro mondo, in un altro modo di essere, in un’altra realta’. Qui l’intelligenza dice solo: “Io sono”, “M’illumino d’immenso”, l’energia interiore incontra quella universale.
Un uomo sogno’ piu’ volte un sogno che lo riempiva di terrore e di sgomento. Usciva di casa e si trovava sbalzato in una realta’ totalmente immobile, dove non c’era tempo e dove non c’era movimento. Sopra di lui volavano rapide forme bianche fatte quasi solo di lunghe ali con teste e la cosa lo ghiacciava in uno stupore attonito. Da queste bianche forme usciva una sola domanda: ”Mi ami?
L’estasi e’ quasi impossibile da descrivere. L’elemento coesivo di tutti i livelli e’ la perfetta integrazione, la coscienza illuminata, qui abbiamo l’unione tra l’io e il non io, l’illuminazione superiore dei mistici ma questo e’ un fine che solo pochissimi raggiungono.
Il suo elemento e’ il PENSIERO.
Quando aveva 18 anni, Katharina aveva deciso, con un’altra amica di fare il giro dell’Irlanda. Le due ragazze persero la strada mentre si trovavano ai bordi di un altopiano erboso che costeggiava l’Oceano. Cadde la notte. Le ragazze camminavano coi loro zainetti in mezzo all’erba alta piegata dal vento, sotto una grande luna piena. Non c’era traccia ne’ di strada ne’ di abitato. Avevano trovato una capannetta, ma era troppo sporca, e avevano deciso di continuare a camminare per tutta la notte. Cosi’ le due ragazze andavano nell’erba alta ai bordi di questo altopiano erboso bagnato dalla luce della luna. Alla loro destra la scoscesa del bordo ripido e al di la’ l’Oceano scuro e scintillante. Le due ragazze avevano preso a discutere animatamente di un filosofo che intendeva dimostrare l’esistenza di Dio, ma a Katharina le sue argomentazioni sembravano inconsistenti. Mentre cosi’ camminavano, prese dalla loro discussione, qualcosa si abbatte’ su di loro. Katharina perse ogni coscienza di tutto quello che era e stava facendo e fu proiettata in una luce sfolgorante, estatica, uscendo totalmente da se stessa, da ogni tempo e luogo. “Tutto divenne luce ed esplose in modo incontenibile”. Una beatitudine immensa si abbatte’ su di lei e la travolse. Anche la sua amica, in misura minore provo’ la stessa esperienza. Quando si riebbero, si raccontarono convulsamente quanto avevano provato, erano sotto shock, e Katharina prego’ Dio di non farle avere mai piu’ una esperienza simile, perche’, disse, non sarebbe piu’ voluta tornare al presente. Se avesse provato un’altra volta quella esperienza, nessuna altra cosa di questa terra l’avrebbe interessata piu’, perche’ essa era superiore a qualsiasi cosa descrivibile e sperimentabile sulla terra.
Salendo da un livello all’altro, si va dal relativo all’assoluto, in una espansione graduale dalla parte separata ed egoica, verso l’accoglienza della totalita’ universale. Di fascio in fascio, di livello in livello, la consapevolezza sale fino all’identita’ completa con l’energia assoluta.
Possiamo immaginare i vortici di connessione come fasci rotanti che aumentano via via il numero dei loro petali e la loro frequenza.
L’energia si apre come il calice di un fiore aumentando le sue frequenze dal primo al settimo chakra.
Le 7 intelligenze o 7 menti sono sistemi funzionali, stanze della casa interiore illuminate da una luce sempre crescente, ma un piano non si riverbera sull’altro, ognuno e’ illuminato separatamente e comunica con la sola sorgente.
Compito dell’uomo e’ operare una continua illuminazione, cioe’ rendere attivi e consapevoli tutti i campi energetici, essere vivo in tutte le sue parti, far passare i contenuti oscuri alla luce dell’autocoscienza, illuminarsi. L’oscurita’ e’ inconscieta’, non-movimento, energia che non scorre, direzione di morte, e questo puo’ accadere in ogni parte, nella materia cellulare come nello spirito, ma per ogni livello c’e’ speranza, anche per i livelli piu’ bassi. Una della sante piu’ grandi dell’India, Mere, ha lavorato proprio sull’illuminazione della materia piu’ oscura, quella cellulare.
Quando Ebrei, Cristiani o Islamici pregano il dio, lo invocano come una energia esterna o superiore, una proiezione del desiderio o dell’immaginario, ma l’Indu’ attua una pratica autotrasformativa, modifica i suoi campi mentali, attiva quelli amorfi e inconsci; non si richiama a una entita’ esterna, ma evoca il risveglio della propria coscienza, attraverso una trasformazione di potenziale, una modificazione dei vari campi finche’ e’ egli stesso interamente dio, cioe’ luce, energia totale e armonica. La religione aiuta l’uomo a sviluppare le proprie potenzialita’ energetiche inconsce e a tornare la’ da dove la creatura e’ partita, la totalita’ integra del progetto.
L’energia individuale determinata si libera dai legami materiali volgendosi verso la grande energia universale indifferenziata. La piccola luce sale verso la grande luce. Il Brahman di cui non si sa nulla e’ concepito come un oceano di luce immobile e serena dove e’ gioia infinita perdersi. E’ come se, con la creazione che e’ il sogno del Brahman dormiente, dalla grande energia assoluta si fossero individuati campi rotanti piu’ opachi, oscuri e inconsci dei singoli esistenti ma il fine di ognuno resta quello di dissolversi come parti separate e tornare alla grande luce della consapevolezza universale.
I punti rotanti in cui l’energia dei fasci vibrazionali interni si connette al campo di energia assoluto sono appunto i Chakra.
Nel corpo fisico grossolano essi sono indicati da plessi ghiandolari.
A seconda di come questi vortici si muovono si hanno stati psichici diversi. La nostra medicina dice che vi sono cambiamenti biochimici prodotti dalle ghiandole endocrine. In India si dice invece che i chakra hanno corrispettivi organici nei plessi ma non si identificano con essi, perche’ appartengono a una realta’ sottile da cui emerge l’aspetto fisico, psichico e spirituale dell’uomo, dunque manifestazioni complesse di cui essi sono la matrice invisibile.
I livelli di realta’ sono modi dell’essere che dipendono anche dai nostri pensieri e dalle nostre scelte, per cui, trasformando la nostra realta’ ideale, cambiano anche questi, o viceversa. La natura e’ pensiero, il pensiero crea vita, la vita crea pensiero. Cambiando l’ordine dei pensieri, cambia la natura dell’essere, che percepisce gradi di realta’ diversi, cambia la sua prospettiva che e’ insieme fisica e sottile.
Il grado materiale e’ il piano mentale piu’ lontano dalla consapevolezza. Chi crede solo alla materialita’ del mondo sta al gradino piu’ basso della visione, chi crede alla natura ideale dell’esistenza sta in quello piu’ alto. Ma ogni campo anche quello piu’ grossolano e’ pensiero, vibrazione, onda. Per cui non c’e’ differenza sostanziale tra l’uno e l’altro ma solo di grado di visione, come tra inconscio e conscio, oscuro e illuminato, grado di consapevolezza, illuminazione piu’ o meno grande.
Da un punto di vista metafisico, possiamo osservare che, quando dormiamo, il nostro punto di coscienza crea i sogni, e sappiamo che la realta’ del sogno e’ effimera, il sogno e’ un’ombra da cui ci svegliamo in un mondo piu’ reale, ma per gli Indiani anche la vita e’ un sogno da cui ci si puo’ svegliare per una esistenza piu’ reale, gli illuminati sono quelli che si sono svegliati dal sogno del mondo, dunque anche il mondo concreto che sembra tanto tangibile e’ fatto della materia dei sogni. Per cui parlare di sostanza o meno della materia o dello spirito non ha poi gran senso. Una lancia mi puo’ ferire in un sogno anche a morte ma resta ugualmente inconsistente. Quando avremo capito questo, ci sveglieremo dalla vita e smetteremo di sognare, se non saremo capaci di farlo resteremo addormentati e passeremo di sogno in sogno, cioe’ di vita in vita.
Questo scritto e’ stato ricevuto come un dettato, in stato di demi-trance, accompagnato da visualizzazioni. Da alcuni giorni stavo riflettendo sulla possibilita’ dei contatti oltre la mente e non riuscivo a creare uno schema facile da capire. Il dettato e’ arrivato per caso, mentre al computer aspettavo di scaricare una foto, cosa molto lunga coi mezzi attuali, e mi stavo un po’ addormentando. La mente ‘che sa maggiormente’ ha dato la sua versione su quanto stavo analizzando alla mente ‘che sa parzialmente’. Lo schema che cercavo mi e’ arrivato con due immagini e diverse parole dettate molto lentamente, come se cio’ avvenisse dall’esterno. Ovviamente qualunque cosa arrivi non e’ mai la cosa assoluta ma solo una visione leggermente piu’ evoluta rispetto alla nostra precedente. La voce ha detto:
Quando la mente va dentro se stessa, essa sprofonda in se’ come fosse al centro di altre menti, che la circondano all’infinito. (immagine di un punto dentro cerchi concentrici)
E’ per questa via che essa puo’ attraversare i balzi discontinui che la separano dalle altre visioni, perche’ ogni visione e’ un mondo.
Se dunque nel nostro spazio tridimensionale, il tempo si percorre come quarta dimensione, potremmo dire che la quinta e’ la dimensione psichica, l’occhio psichico, che permette il passaggio, perche’ se tu sei nel luogo della superficie del visibile sei esteriorizzato in un mondo fattuale A o B, ma se arretri al centro della visione, nel punto zero, entri nella possibilita’ di proiettarti nelle visioni infinite o almeno in quelle piu’ 
prossime. (immagine di un punto a destra da cui esce un fascio conico di semirette verso sinistra, racchiuse in cerchi sempre piu’ grandi, segnati a partire dal punto origine come A,B. ecc.).
Ecco perche’ l’arretramento della visione fino al punto vuoto, senza alcun contenuto, non e’ piu’ il percettore del mondo ma il centro della proiezione stessa.
Poiche’, tuttavia, nessuno ha la dominanza di cio’ che vede e una forza di gravita’ ti fa ricadere nel mondo che ritieni il tuo primario e nella percezione obbligata su cui radichi la tua sicurezza, le proiezioni saranno labili come scene su uno schermo e tu continuerai a ritenerle sogni privi di realta’ immediata o fantasticherie. E tuttavia, anche nei limiti delle tue certezze, ti e’ aperta una possibilita’ di penetrare alla radice di te, dove e’ lo sguardo di tutti gli sguardi, e questa via si chiama liberazione
”.
Lo studio dei chakra ci dice che teoricamente ci e’ possibile la visione assoluta e la scala delle sette porte non altro e’ se non un percorso di ampliamento della coscienza che ci porta dal primo io grossolano verso io superiori sempre piu’ ampi, finche’ il concetto ‘io’ non e’ del tutto perduto per una visione universale.
Come il dettato mostra, si esce da se stessi entrando profondamente in se stessi fino al punto in cui l’uovo si identifica col creatore.
I Chakra sono commutatori che raccolgono l’energia vitale universale (prana) e la distribuiscono ai campi di forze sottostanti, ognuno dei quali ha la propria finalita’. I Chakra appartengono a un piano di realta’ fenomenica diverso dal piano del corpo visibile, tuttavia essi alimentano anche gli organi che sono corrispondenti alle loro funzioni, dunque alimentano anche il corpo visibile. Nei Chakra realta’ fenomenica e sottile si compenetrano.
Nel Kundalini-yoga indiano i Chakra principali sono sette. Ma tutte le culture antiche conoscono questi centri di energia e ne parlano con le loro metafore.
I canali
In India si pensa che l’energia universale, giunta nel corpo, scorra attraverso canali, detti NADI (canne), essi sono 72.000, i tre piu’ importanti sono: IDA’, PIN-GALA, SUSHUMNA, sono tre fiumi di energia che prendono nome da tre fiumi reali dell’India, considerati divinita’ femminili dell’acqua.
La SUSHUMNA e’ il fiume di energia che sale diritto nella colonna vertebrale.
IDA’ e PIN GALA sono a sinistra e a destra della colonna e salgono avvolgendosi come le spire di due serpenti, come la doppia elica del DNA.
IDA’ a sinistra e’ il fiume ‘rinfrescante’ o energia femminile, come la luce fresca della Luna, ha il nome di una divinita’ indiana della tradizione vedica e fa riferimento al fiume GANGE, madre divina (In India i fiumi sono femminili perche’ provengono da Madre Terra). PINGALA e’ il canale di destra, e pingala e’ un aggettivo che indica il colore giallo dorato ‘ramato’ del Sole (i colori indiani sono diversi dia nostri) e fa riferimento al fiume YAMANA, che e’ sempre una divinita’ femminile.
La SUSHUMNA e’ il misterioso fiume Sarasbati, molto citato in epoca antica e poi scomparso, il suo nome vuol dire ‘ben gentile’.
La SUSHUMNA sale dal basso del tronco verso l’alto, rappresenta la nostra colonna che va dalla terra al cielo, un livello naturale che sta tra materia e spirito, l’albero della vita, l’asse mediano.
Il prana si appoggia al respiro, indice di vita, e il respiro si muove su e’ giu’ lungo il canale mediano. Quando l’uomo attua un risveglio spirituale, lungo questo canale si attiva un’energia superiore, come si accendesse una sorgente di luce e consapevolezza. Essa sale come un serpente arrotolato che si solleva, per questo e’ chiamata la forza del serpente= KUNDALINI (si dovrebbe dire Kunda’lini) = ‘l’inanellata’, cioe’ l’energia che si muove a spirale, e’ un vortice di energia che normalmente dorme attorcigliato su se stesso.
Se sale attorno ai Chakra li illumina, alimentando i vari livelli.
La Kundalini rappresenta un’energia superiore che porta ad alti livelli di coscienza. La nostra coscienza solitamente e’ di livello basso e oscilla tra ano e genitali, attaccata alla terra, ma ci sono tecniche per risvegliarla e farla salire.
I primi sei Chakra hanno dei corrispondenti fisici all’interno del corpo grossolano. Il settimo e’ oltre la testa (cosi’ come l’8° e il 9° Chakra nel mondo tibetano).
Quando lo yogi aumenta il suo livello spirituale, la Kundalini sale, illuminando via via un Chakra piu’ alto. Ogni volta che la Kundalini passa attraverso un Chakra, lo illumina, e lo yogi conosce una grande beatitudine (ANANDA), acquisisce particolari poteri (SIDDHI = capacita’ perfette o perfezioni, capacita’ psichiche soprannaturali, forze occulte) e realizza una forma superiore di coscienza.
Le Siddhi sono poteri psichici straordinari che corrispondono alle nostre ESP. Tutti i grandi maestri mettono in guardia dal conseguire solo le Siddhi per se stesse perche’ allontanano l’uomo dalla realta’ assoluta, e l’attaccamento a tali capacità è un serio ostacolo lungo la strada dell’evoluzione spirituale. I piu’ grandi santi non usano affatto le Siddhi mentre Sai Baba lo fa, e questo se piace a noi occidentali, crea delle perplessita’ nel mondo indiano, che non apprezza le esibizioni spettacolari. Un cammino di ricerca interiore fa emergere queste potenzialita’ come effetti laterali, ma il santo non si ferma ad esse o perderebbe di vista la propria crescita. La santita’ indiana mette in guardia dall’abuso di potere delle Siddhi, che annullano l’effetto spirituale sia nel santo che nei suoi discepoli. Lo Yoga buddhista ne conosce 8: l’essere invincibili, la vista degli dei, la velocita’ nel correre, l’invisibilita’, l’eterna giovinezza, la capacita’ di volare, fare medicine, dominare il mondo degli spiriti.
Nell’Induismo c’è un prana che si appoggia al respiro, uno alla circolazione, uno al metabolismo, uno all’escrezione e uno all’evoluzione spirituale che collega la parte fisica della nostra esistenza a quella superiore
Da ogni Chakra parte un certo numero di canali energetici (NADI=vene o canne) che portano il PRANA in tutte le parti del corpo. Le Nadi di ogni Chakra sono tante quanti i suoi petali o vortici.
Il PRANA e’ l’energia cosmica che pervade ogni cosa e nelle creature viventi si appoggia sul respiro.
Nell’Induismo c’è un prana che si appoggia al respiro, uno alla circolazione, uno al metabolismo, uno all’escrezione e uno all’evoluzione spirituale che collega la parte fisica della nostra esistenza a quella superiore.
Persone medianiche dotate di particolari poteri descrivono i Chakra visti dall’alto come fiori di loto con un numero crescente di petali. Tanti sono i petali quante le Nadi che partono da un Chakra. Ogni fiore e’ un vortice, per questo e’ chiamato ‘ruota’ o cerchio. E’ un vortice di energia, un’elica, ma viene rappresentato anche come un doppio imbuto, in uscita e in entrata.
Ad ogni Chakra viene fatta corrispondere: una data vibrazione energetica, qualita’ spirituali, qualita’ fisiche, simboli, nomi, colori (nell’Induismo troviamo colori diversi dal Tantra buddista), sillabe sacre, animali, dei, pianeti… secondo una enorme struttura di equivalenze in cui si dispiega interamente la stupefacente qualita’ analogica del pensiero indiano.
Cosi’ com’e’ il corpo umano, tale e’ il corpo cosmico
Cosi’ com’e’ la mente umana, tale e’ la mente cosmica
Cosi’ come e’ il microcosmo, tale e’ il macrocosmo
Cosi’ come e’ l’atomo, tale e’ l’universo”

Upanishad
Rivediamo i Chakra principali coi loro nomi indiani:
1)- Muladhara-Chakra (pronuncia ‘ mula à dàra’)
(=”centro delle radici= o della base”), all’inizio della Sushumna
Posto tra genitali e ano, nel perineo, all’inizio della spina dorsale, corrisponde al plesso nervoso coccigeo (Plesso vuol dire “intrecciato”, zona reticolare, punto dove le vie energetiche confluiscono, crocicchio di vie di informazione dell’energia, su piano fisico è il punto dove convergono fasci di nervi, sul piano energetico è l’interruttore che, quando è aperto, alimenta i flussi di energia che arrivano ai vari organi.
Qua giace in letargo la Kundalini come un serpente arrotolato che da’ energia a tutti i Chakra. (sotto di lui fino ai talloni abbiamo Chakra inferiori relativi alla coscienza animale, ma da questo Chakra in poi comincia la coscienza umana).
Ha 4 petali e dunque e’ origine di 4 Nadi, corrisponde al quadrato (il 4 e’ simbolo di stabilita’), corrisponde al colore giallo pesante della terra, il giallo marrone dei sai dei monaci (ricordiamo sempre che i colori indiani sono diversi dai nostri) la sillaba germinale LAM, l’elefante, il dio Brahma. (noi lo faremo corrispondere al colore rosso scuro)
Lo yogi che e’ penetrato in questo Chakra ha sconfitto l’elemento TERRA, e non ha piu’ paura della morte fisica, si e’ sradicato dalla materialita’. Concentrandosi qui ottiene la conoscenza perfetta della Kundalini e impara a risvegliarla. I suoi peccati vengono cancellati e conosce passato, presente e futuro.
2) – Svadhisthana-Chakra (Pronuncia ‘sva a di stana’)
(=”luogo proprio o sua propria dimora”), e’ all’altezza dei genitali, nella zona sacro-coccigea, tra ombelico e pube, punto piu’ basso del midollo spinale, corrisponde al plesso nervoso sacrale che domina gli organi di escrezione, intestino, e procreazione.
Ha 6 Nadi o petali, e’ a forma di mezzaluna, bianco (o rosso cinabro), la sillaba e’ VAM, l’animale il coccodrillo, il dio Vishnu. (noi lo faremo corrispondere al colore arancione)
Chi si concentra qui domina l’elemento ACQUA. Illuminare questo Chakra acuisce varie forze psichiche, da’ intuizione, padronanza dei sensi, conoscenza delle entita’ astrali, cancella avidita’, orgoglio e illusione..
3) – Manipura-Chakra (=pieno di raggi o ingemmato)
Due dita sopra (o sotto, a seconda della scuola) l’ombelico, corrisponde al plesso solare, domina fegato e stomaco, digestione, assimilazione e temperatura. Ha 10 Nadi, triangolo, rosso (o bluastro), RAM, ariete, Rudra. (per noi corrispondera’ al colore giallo).
Lo yogi concentrato qui trova tesori nascosti, non teme il FUOCO, e’ libero dalle malattie.
4) – Anahata-Chakra
(=suono senza suono o non battuto, suono di un tamburo che non c’e’), al centro dello sterno, nella zona di depressione del petto, tra i seni, corrisponde al plesso cardiaco, domina le funzioni cardiache e polmonari, controlla il cuore.
12 Nadi (il 12 e’ un grande numero sacro), esagramma, grigio bluastro (o scarlatto), YAM, gazzella, Isha. (per noi il colore corrispondente e’ il verde)
Colui che medita questo livello domina l’ARIA ed e’ pieno di qualita’ armoniose. Ha leggerezza, puo’ volare e penetrare nei corpi altrui. Intuisce l’amore cosmico. Questo livello e’ l’inizio del mondo umano superiore.
5) – Vishudda-Chakra (=purezza)
Parte inferiore del collo o cavita’ della gola, centro dell’elemento ETERE, corrisponde al plesso laringeo, controlla la tiroide, il palato superiore e l’epiglottide.
Cerchio, bianco (o porpora scuro), HAM, elefante a 16 zanne, Sada-Shiva. (per noi il colore e’ l’azzurro).
Chi pratica questa concentrazione non svanira’ mai nemmeno alla fine dell’universo, perche’ avra’ la conoscenza suprema e perfetta. Questo Chakra ha un numero molto grande di petali (16) il che vuol dire che da esso partono ben 16 Nadi.
6) – Ajna-Chakra (Pronuncia ‘acna’, come la ‘c’ tenera di ciuccio)
Ordine del guru o centro del comando o terzo occhio tra le due sopracciglia al centro della fronte, nel foro occipitale o mesencefalo, alla sommita’ della colonna vertebrale, controlla i muscoli dell’uomo ma anche l’attivita’ sessuale sublimata del tantra yoga. Chi arriva qui e’ signore di se stesso, ha in se’ l’autorita’ del comando.
Ha 2 petali e 2 Nadi (ma alcuni dicono 96 petali), e’ bianco latte. (per noi corrisponde al colore indaco) , A, Parama-Shiva, corrisponde a un punto chiamato anche plesso cavernoso. Questa e’ la sede della coscienza. Chi si concentra su questo Chakra distrugge il Karma delle vite precedenti. Lo yogi diventa un liberato, acquista tutte le Siddhi superiori e le 32 inferiori. Quando qualcosa comincia a succedere a livello di questo chakra abbiamo qualcosa di molto importante. Il desiderio del cuore attira a se’ una energia affine affinche’ il desiderio si realizzi. Questo ci carica di una responsabilita’ enorme perche’ dobbiamo essere coerenti nella qualita’ del desiderio (‘Desiderio’ ‘de sidera’=nostalgia della nostra stella perduta, dell’energia delle stelle che abbiamo lasciato nascendo). Aggiungere desiderio a desiderio e’ come aggiungere sale a una minestra salata, non sazia la fame. Il cuore va modificato affinche’ il desiderio divenga puro.
…e quando tu desideri qualcosa ( di buono)
tutto l’universo cospira
affinche’ tu realizzi il tuo desiderio

Coelho
7) – Sahasrara-Chakra (pronuncia ‘sa a scia ara’)
(=sede di Shiva o Chakra del loto o Chakra dai mille petali, vuol dire ’sa a scia=mille, ara=raggi’), chakra che ha una irradiazione di potenza infinita, centro psichico piu’ elevato, limite tra il regno psichico e quello spirituale, e’ sopra la testa all’altezza della fontanella che e’ considerata la cavita’ del Brahma (pronuncia ‘brakman’), bianco splendente e abbagliante come la luce di un fulmine, corrisponde alla zona limbica o area coronale, e’ connesso alla ghiandola pituitaria che controlla tutte le altre ghiandole e tutti i sistemi del corpo, OM, le 54 lettere sanscrite girano venti volte su questo Chakra cosi’ che esso rappresenta la totalita’ delle sillabe germinali e tutti i Chakra. Emana luce come dieci milioni di soli e fa parte di un livello di realta’ superiore. Questo punto e’ considerato la dimora del dio Shiva che corrisponde alla coscienza cosmica. Qui lo yogi fa esperienza della conoscenza suprema. In molte religioni ci sono monaci (i francescani) che si radono i capelli in questo punto per indicare di essere pronti all’unione celeste. (Questa fisiologia sottile riguarda molte scuole, in particolare il tantrismo).
L’energia spirituale risvegliata sviluppa la sua piena forza e il suo pieno splendore come illuminazione (Samhadi=fissare).
Il Samhadi e’ la condizione di coscienza (ottenuta fissando mentalmente un oggetto o concetto o vuoto) che va al di la’ della veglia e del sonno profondo, in cui cessa ogni pensiero. Colui che medita si fissa su un unico oggetto (es. l’Assoluto) e abbandona ogni altra forma di pensiero, finche’ non si dissolve completamente nell’oggetto e si unisce con esso. Per noi e’ difficile capire cosa vuol dire fissarsi su un punto come atto in cui la mente e’ gradualmente assorbita dal suo oggetto. Quando questo oggetto e’ il vuoto, l’esperienza e’ ancora piu’ incomprensibile.
Altre forme di Samhadi sono l’esser liberi dal desiderio dell’oggetto o conseguire il Nirvana, cioe’ liberarsi dall’Io, questo e’ l’obiettivo principale dell’Induismo e del Buddhismo.
8) un ottavo centro e’ detto BINDU, dietro al capo, dove i brahmini o i Cinesi si lasciavano crescere una codina di capelli. Bindu e’ concepito anche come una goccia del Dio che sta nel cuore di ognuno.
9) il nono centro e’ fuori del corpo e aiuta le facolta’ transpersonali del santo.
Il sistema dei Chakra nasce nell’Induismo ma e’ importante anche nel Buddhismo, in particolare il Buddhismo tantrico e nel Buddhismo tibetano.
Quando attraverso la meditazione lo yogi risveglia la kundalini, essa alimenta in modo eccezionale la funzionalita’ dei Chakra e abbiamo il risveglio di speciali poteri psichici detti siddhi. Per ogni Chakra abbiamo:
1° : levitazione – abolizione della paura della morte- dominio del respiro e dominio del seme – chiaroveggenza
2° : la concentrazione su questo chakra da’ dominio sui sensi, liberazione da avidita’, invidia, gelosia, agitazione. La Kundalini produce : visione delle entita’ astrali – intuizione superiore – capacita’ di rimandare la propria morte
3° : qui la Kundalini da’ il potere di camminare sulle fiamme, cioe’ di dominare la paura
4° : qui abbiamo la saggezza del cuore e la forza interiore, si equilibrano energia maschile e femminile, rappresentate dall’abbraccio tra un dio e una dea, lo yogi qui ha il potere di : volare nello spazio – essere invisibile – entrare in altri corpi.
5° : La meditazione qui da’ serenita’ e purezza e conoscenza suprema della Legge. Qui comincia la trasformazione dell’essere in coscienza pura.
6° : qui la concentrazione elimina il kahrma delle vite precedenti. L’aura della persona diventa cosi’ intensa che da’ pace a chi l’avvicina. Qui lo yogi possiede tutte le siddhi superiori e le 32 inferiori.
7° : e’ la coscienza cosmica. Lo yogi qui ha tutte le siddhi ma non desidera manifestarle, entra nel Vuoto Assoluto della coscienza Cosmica.
I 7 o 9 Chakra rappresentano anche le fasi evolutive dell’uomo e dell’umanita’.
Nel nostro tempo dobbiamo lavorare sul 4° e il 5° Chakra. Il quarto Chakra e’ quello del cuore. Molti dei principali problemi politici ed economici del mondo occidentale ruotano attorno al concetto “Io e gli altri”, la relazione, la comprensione. Parlare di stato sociale, di disoccupazione, di immigrazione, di profughi, mette il nostro egoismo di fronte al problema dell’altro, al suo dolore, al suo bisogno, alla sua sofferenza, cosi’ noi possiamo dividerci tra coloro che provano compassione e organizzano forme di aiuto e coloro che voglio difendere i propri privilegi e organizzano forme conservative, per cui il nostro tempo e’ diviso tra associazioni di volontariato e gruppi piu’ oltranzisti, intolleranti e radicali.
L’uomo e’ diviso tra istinti di conservazione, egoismo e potere da una parte e spiritualita’ e altruismo dall’altra. Il quarto Chakra e’ il tramite tra le due sfere dell’essere. Quindi la nostra civilta’ si misura sul quarto Chakra che segna il passaggio dall’essere animale all’uomo superiore.
Padre Hugo Lassalle, gesuita e maestro Zen, morto ultranoventenne nel 1991, diceva che stiamo facendo un salto evolutivo pari a quello che porto’ dalla scimmia all’uomo, cioe’ un passaggio dagli istinti egoici e dalla razionalita’ fredda allo spiritualismo umanitario e compartecipe illuminato dell’amore e reso consapevole dall’intuizione.
Il quarto Chakra e’ l’apertura all’amore e alla spiritualita’, ha 12 petali, e 12 e’ il suo numero sacro.
Ho sognato un sogno buio dove una voce mi parlava. Mi ha parlato lungamente ma ho potuto ricordare solo l’ultima frase, come del resto mi accade sempre in sogni simili. La voce diceva: “E abbiamo mandato dalle 12 Pleiadi un messaggero, 5+7, uno da ogni stella, e dunque ogni di ogni razza, verso la Terra. Per questo il 12 e’ il vostro numero sacro”..
Ho cercato allora ‘Pleiadi’ e ho trovato un mito greco che dice che le Pleiadi erano 7 sorelle figlie dei gigante Atlante, ma il gigante Orione col suo cane Sirio si invaghi’ di loro e volle conquistarle ed esse, per sfuggire al suo attacco si trasformarono in bianche colombe e volarono via nel cielo (nel Sudan c’e’ una leggenda simile)
Sembra quasi che il mito narri una guerra tra federazioni stellari, visto che Orione e’ una costellazione, Sirio una stella, le Pleiadi un’altra costellazione. Le bianche colombe sembrano le astronavi con cui i superstiti si diffusero nello spazio per sfuggire alla conquista. In tutto il mondo abbiamo miti antichissimi che parlano di dei che vennero dalle Pleiadi su carri volanti o carri di fuoco.
Le Pleiadi sono una costellazione piccola ma molto presente nei miti di tutti i popoli. La stella principale e’ ALCIONE che vuol dire “la Pace”. Molti astronomi antichi e moderni la considerano il sole della nostra Galassia. Per i Babilonesi era Temennu=La pietra fondamentale, per gli Arabi Al-Wasat = Il centro, per gli Indu’ Amba = La Madre. Gli Assiri chiamavano le Pleiadi Kimtu = La Famiglia.
I Greci rappresentavano Le Pleiadi come 7 giovanette o sette colombe dedicate alla dea dell’amore ma attribuivano loro la guerra,le chiamavano ‘ le sette sorelle’ e le consideravano sacre, anche gli Indu’ dicono che esse nutrono il dio della guerra. Anche per gli aborigeni australiani sono giovanette sacre, per i Pellerosse danzatrici sacre, per i Lapponi vergini. Maometto ne parla e gli antichi egiziani avevano costruito il tempio di Hator orientato verso la costellazione, i giapponesi la chiamano Subaru. Tradizioni della tribu’ africana dei Dogon, dei Lakota Sioux e degli Ojibwa, raccontano di antichi contatti con la gente delle Pleiadi.

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