martedì 24 luglio 2012

BREVE STORIA DEL KI-AIKIDO

KOICHI TOHEI SENSEI

Il Ki-Aikido: l’interpretazione del Maestro Koichi Tohei.
Koichi Tohei è stato per l’Aikido una figura di primaria importanza, sia grazie alla sua opera di diffusione (fu lui ad esportarlo per la prima volta fuori dal Giappone) sia per lo sviluppo tecnico che diede all’Arte, che di fatto influenzò molti di quelli che sono oggi i più grandi Maestri di questa disciplina. Il Maestro Tohei divenne allievo del Fondatore Ueshiba Morihei intorno al 1940 e si dedicò totalmente allo studio della Disciplina. Da svariati anni già praticante di Misogi (Metodi per la Purificazione della Mente e del Corpo) e Zen, Tohei iniziò ad applicare i concetti che aveva appreso in questi suoi studi nell’Aikido che stava imparando con risultati eccezionali. Per le sue doti divenne il Capo degli istruttori e creò una sua didattica di insegnamento, basata appunto sul Ki ed i principi dell’unificazione tra mente e corpo. Quando il Fondatore venne a mancare (1969) tuttavia questi suo approccio personale iniziò a creare conflitti con gli altri istruttori più anziani e ben presto Tohei si trovò a creare una sua organizzazione per sviluppare la sua scuola di Aikido. Circa a metà degli anni ’70 nacque così lo Shin Shin Toitsu Aikido (Aikido con l’unificazione di Mente e Corpo) noto in occidente come Ki-Aikido.
Sopra: il giovane Koichi Tohei con il Maestro Ueshiba

La scuola del Maestro Tohei si differenzia da quelle più “tradizionali” sia dal punto di vista tecnico che da quello didattico. Durante il suo studio ed i suoi viaggi di insegnamento Tohei eliminò dal suo repertorio diverse tecniche e ne modificò altrettante rendendole più pratiche e realistiche. Inoltrò creò una vera e propria didattica dell’unificazione tra Mente e Corpo inserendo un sistema di gradi per l’avanzamento in questo studio. Storici rimarranno nella memoria di molti praticanti i famosi “4 principi del Ki” ovvero:
1-Mantenere il punto
           2-Rilassarsi completamente
                3-Mantenere il peso al di sotto
4- Estendere il KI

Grazie alla sua fama in occidente ed i suoi seminario in giro per il mondo il Ki-Aikido attrasse l’interesse di molte persone: si formarono diversi gruppi sia in America che in Europa: a tal proposito, nel Vecchio continente l’Italia fu uno dei Paesi dove il Maestro Tohei ebbe più seguaci.

Biografia M° Koichi Tohei

Koichi Tohei
Koichi Tohei nacque il 20 gennaio 1920 a Shitaya, un distretto di Tokyo.
Da bambino era timido, debole e malaticcio e spesso sotto cure mediche. Per migliorare la situazione, a 12 anni,dietro incoraggiamento del padre, iniziò a praticare il judo costruendosi un fisico robusto ma a 16 anni, appena iniziato a frequentare la scuola preparatoria dell’università di Keio, a causa dell’allenamento intensivo si ammalò di pleurite e dovette ritirarsi dagli studi per un anno.

Il periodo di malattia influenzò il resto della sua vita: costretto a letto per lunghi mesi, iniziò a riflettere sulla sofferenza umana ed il significato della vita, comprendendo che avrebbe dovuto allenare sia il suo corpo che la sua mente.Dopo il suo ritorno a scuola, non più soddisfatto dalle materie che studiava, iniziò a leggere tutti i libri che gli capitavano sotto mano: capì tuttavia che pur approfondendo la sua cultura, questo non gli sarebbe stato di grande aiuto se non avesse trovato un metodo per applicare le sue conoscenze nella vita di tutti i giorni. 
Iniziò lo studio dello zen e di alcune forme di misogi, dedicandosi completamente alla loro pratica intensiva che comprendeva anche alcune dure forme di ascetismo.
Durante il suo periodo di malattia, i dottori gli avevano proibito di intraprendere allenamenti duri per il resto della sua vita, tuttavia ora che aveva intrapreso questa pratica, non si preoccupò più dei suoi problemi fisici, recuperando la sua salute: nel giro di due anni i dottori constatarono la completa scomparsa di tutti i segni della malattia anche attraverso e radiografie. Tohei attribuì questo risultato al suo studio sulla mente e sul Ki.

Ritornò quindi ad allenarsi nello judo ma senza più trovarvi soddisfazione in quanto non riusciva a implementarvi i principi mentali dello Zen e del Misogi che lo avevano aiutato nel periodo della malattia. Comprese quindi che avrebbe dovuto cercare una pratica che sviluppasse sia il corpo che la mente.
Fu proprio in questo periodo, verso il 1940, che il suo istruttore di Judo, Shohei Mori, gli parlò del Maestro Ueshiba: interessato da quanto aveva udito sulle capacità di questa persona si fece scrivere una lettera di presentazione per incontrarlo.
Arrivato al Dojo di Ueshiba, praticò alcune tecniche con un giovane istruttore: tuttavia questo primo allenamento lo lasciò perplesso sull’efficacia dell’Aikido (l’istruttore provò ad applicargli una tecnica di nikkyo a cui lui, anche grazie al suo fisico robusto ed allenato, riuscì a sottrarsi facilmente colpendo l’istruttore con un pugno…).
La sua impressione iniziò a cambiare all’arrivo del Maestro nel dojo: Ueshiba iniziò una dimostrazione cun gli istruttori in cui ogni movimento era così fluido ed elegante da sembrare una danza. Sebbene attaccato da numerosi avversari, il maestro riusciva a proiettarli tutti con facilità.
Avendo praticato judo per molti anni, Tohei ritenne la dimostrazionemolto “sospetta”: alla fine espresse i suoi dubbi al maestro Ueshiba il quale lo invitò ad attaccarlo come lui preferiva. Tohei lo attaccò con tutta la sua forza, ma ad ogni tentativo finiva sempre a terra senza riuscire a realizzare veramente cosa era successo o come il Maestro si fosse mosso. Dopo svariati tentativi si rese conto che sarebbe stato inutile continuare perché gli era impossibile opporsi a quanto succedeva e non riusciva a capire: era tuttavia felice per aver scoperto un metodo che lo soddisfava completamente. Chiese subito a Ueshiba di accettarlo come allievo Ueshiba, e da allora iniziò a dedicarsi completamente all’Aikido continuando i suoi studi di Zen e Meditazione, i cui principi questa volta ben si adattavano alla disciplina.
Il M° Tohei in una foto di un libro didattico degli anni 60: si può notare il suo fisico robusto
Dopo sei mesi di pratica nel suo dojo, pur senza aver alcun grado Kyu o Dan, Ueshiba lo inviò come suo rappresentante per insegnare presso la scuola di Polizia Militare (Tohei racconta che quando uno degli altri insegnanti, un 4° dan di judo, gli domandò che grado avesse, lui gli rispose con un gioco di parole “mukyu”).
Solo poco tempo dopo, quando iniziò il suo servizio militare, Ueshiba lo accreditò come 5° dan.
Nel 1942 Tohei fu arruolato nell’esercito imperiale e mandato sul fronte in Cina dove rimase fino al 1946: in quelle condizioni continuò ad esercitare la sua mente comprendendo che con i principi da lui studiati la sua mente poteva rimanere calma e stabile anche in situazioni di estremo pericolo.
Secondo fonte cinese, Tohei aveva la tendenza a curare i prigionieri Cinesi con il conseguente risultato che durante le azioni di combattimento, la sua unità era risparmiata dagli attacchi (si dice che Tohei lasciò la Cina con più soldati con i quali era arrivato…).

Finita la guerra, ricominciò a praticare sotto la guida del Maestro Ueshiba e implementando nel suo Aikido i principi da lui sperimentati sui campi di battaglia sull’uso del Ki.
Nel 1952 Ueshiba gli conferì l’8° Dan, il grado più alto nello studio dell’Aikido e due anni dopo fu da lui inviato nelle Hawai per introdurre l’Aikido fuori dal Giappone. Da allora divenne il primo attore assoluto della diffusione dell’Aikido nel mondo iniziando a viaggiare per tutti gli Stati Unti e ponendo le basi per l’espansione dell’Aikido nel mondo.
Il M° Tohei alle Hawai negli anni 50: dimostrazioni dell'efficacia della tecnica... con sorriso!
Nel 1969, Ueshiba gli conferì il 10° Dan (Tohei aveva già rifiutato questo grado precedentemente). Fino ad allora il massimo grado ottenibile nell’Aikido era l’8° dan.
Lo stesso anno, proprio la morte del maestro Ueshiba contribuì ad accentuare i già esistenti contrasti tra Tohei, a quel tempo capo degli istruttori, e l’Aikikai che anno dopo anno con il nuovo doshu (Ueshiba Kisshomaru), divennero sempre più irreparabili.
Le divergenze erano dovute principalmente al tipo di didattica che Tohei avrebbe voluto dare all’Aikido, in contrasto con le vedute degli istruttori più anziani, incorporando lo studio del Ki mediante test ed esercizi per meglio adattare la disciplina alla vita quotidiana (e di fatto queste saranno poi le prerogative della sua scuola). A tale scopo nel 1971 Tohei creò la Ki no Kenkyukai con il proposito di iniziare ad insegnare il Ki nell’Aikido fuori dalla sfera Aikikai (gli era stato vietato di usare la sua didattica all’Hombu Dojo, dove lui fino ad allora aveva insegnato).
Il 1974 segnò la rottura definitiva: Tohei si staccò dall’Aikikai istituendo la Ki-Society e fondando lo Shin Shin Toitsu Aikido (Aikido con Mente e Corpo Coordinati).
Gli anni successivi videro il Maestro impegnato in un’attività di promozione della sua Scuola in tutto il Mondo pur tuttavia continuando ad approfondire e sviluppare l’Aikido ed i principi che ne stanno alla base e creando un’apposita didattica per lo studio di tali principi.
Koichi Tohei si è ritirato dall’insegnamento nel 2002 lasciando la gestione della sua associazione al figlio Shinichi ed agli istruttori più anziani.
L'anziano Maestro è scomparso il 19 maggio 2011: uno degli ultimi Giganti dell'Aikido si è congedato da questo mondo lasciandoci un'eredità da conservare e sviluppare seguendo il suo esempio.

M° KENJIRO YOSHIGASAKI



Il Doshu
Kenjiro Yoshigasaki dopo il ritiro dall' insegnamento di Tohei Sensei per questioni di salute ha intrapreso da qualche anno una via autonoma rispetto alla sua scuola, pur mantenendo i fondamenti della disciplina e l'impostazione tecnica originaria. "Quando comprendo la mia natura, comprendo la natura delle altre persone. Quando guardo profondamente in me stesso, vedo che non voglio combattere e che voglio pace e armonia",così dichiara Kenjiro Yoshigasaki nell'epigrafe posta sulla copertina del suo libro, Viaggio interiore di uno straniero, un volume che volutamente evita di presentare le forme "tecniche" della disciplina.
Ancora sulla via di una costante evoluzione, la riflessione sull'aikido di Yoshigsaki tende a concentrare l'attenzione su quanto, nel modo di praticare l'aikido, è legato a tutt'oggi al principio di dover praticare una "tecnica": "Tecnica significa fare qualcosa di differente da ciò che stai già facendo, per arrivare alla tua destinazione in modo armonioso. E' un concetto che si applica anche ai cambiamenti nella vita. Naturalmente, vuoi cambiare certe cose nella tua vita, ma spesso succede che hai difficoltà a farlo. Questo ti fa sentire frustrato e disperato. Per rimediare a ciò devi sapere come usare la seguente tecnica di meditazione. Devi, per prima cosa, rinunciare al desiderio di cambiare e decidere che vuoi vivere per sempre senza cambiare. Qualcosa cambierà al tuo interno e questo cambiamento produrrà altri cambiamenti. Finalmente, cambierà la tua intera vita, compresi probabilmente i cambiamenti che volevi all'inizio".
Nato nel 1951 a Kagoshima, Giappone, Kenjiro Yoshigasaki ha iniziato a praticare Yoga all'età di dieci anni. Più tardi ha iniziato la pratica dell'Aikido e di molte altre Arti Marziali.
Ha studiato Buddismo Zen, Nuovo Shintoismo, Cattolicesimo e Islamismo.
Nel 1971, in India, ha dedicato un anno allo studio dello Yoga
E'diventato istruttore di Aikido nel1973. Dal 1977 insegna Ki Aikido in Europa; attualmente è responsabile di oltre 120 dojo e 4.000 studenti in Europa, Sudamerica e Sudafrica.


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